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Un’alleanza per i beni comuni

Qualche giorno fa, su Facebook, alcuni amici ambientalisti ed ecologisti mi hanno segnalato il seguente appello. Avendolo condiviso nella forma e nella sostanza (cioè sottoscrivendolo), ed essendo, come è noto da tempo, molto sensibile a questi temi, non posso, pertanto, che diffonderlo ulteriormente, mediante questo mio piccolo blog. Passate parola.

Rivolgiamo questo appello alle cittadine e ai cittadini, alle forze sane e alle realtà civiche e ambientaliste disperse, alle centinaia di amministratori locali, che da troppo tempo manifestano l’urgenza di agire per cambiare questo paese, ma che non riescono a trovare una sintesi politica e dare vita ad un’unico progetto con ambizioni di governo e che sappia essere realmente attrattivo e credibile per gli elettori. Le prossime elezioni, probabilmente, vedranno una contesa tra poli costruiti e strutturati attorno alla cosiddetta Agenda Monti. Qualcuno persegue in maniera molto chiara il Monti Bis, altri si definiscono alternativi ma sono in realtà portatori delle stesse ricette, ormai provate e riprovate, che non possono essere la soluzione alla crisi economica, ambientale e morale del paese. Ma esiste lo spazio per un’alternativa? Se esiste, e noi siamo convinti che esista, questo è il momento di costruirla.

Un’alternativa che sappia indicare una nuova strada verso la riconversione ecologica dell’economia, che trovi in essa nuove opportunità di lavoro, abbandonando il vigente e dominante modello di sviluppo che sta privatizzando i beni comuni, e annullando i diritti delle persone, compresi quelli sanciti dalla Costituzione; che sappia essere un vero attrattore ed incarnare le aspettative della miriade di movimenti locali, ambientalisti e solidali che animano e difendono i territori e che promuovono la cultura della pace e della convivenza civile; che voglia riprendere e rilanciare la vittoria referendaria del 2011 chiedendo il rispetto del voto dei 27.637.943 di italiani che hanno detto SI all’Acqua Pubblica e No al Nucleare e che sia protagonista anche della prossima sfida referendaria sul lavoro; che sappia raccogliere le migliori esperienze e le più avanzate pratiche svolte da amministratori locali e da liste civiche locali esaltando l’autogoverno locale e dimostrando in concreto e sul campo che può esistere un modo alternativo di gestire il territorio, i rifiuti, l’energia, di accompagnare le comunità; che promuova forme di democrazia diretta e punti all’abolizione dei privilegi della politica; che voglia mettere la politica al di sopra della finanza e del mercato, contrastando veramente la precarietà, restituendo dignità e centralità al lavoro; che si collochi chiaramente a favore della scuola e università pubblica, delll’investimento a sostegno della formazione, della ricerca e dell’innovazione; che tuteli il diritto alla salute di tutti i cittadini e che difenda il servizio sanitario pubblico e le politiche di protezione sociale; che manifesti chiaramente il suo appoggio alle battaglie per i diritti civili e per la laicità dello Stato; che faccia della lotta alle mafie e del contrasto generale alla cultura dell’illegalità un pilastro della propria azione politica.

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Personaggio Ambiente 2011

E’ Domenico Finiguerra. Lui è il Sindaco più ambientalista dell’anno scorso. Il primo cittadino di Cassinetta di Lugagnano (Milano) ha ottenuto questo importante riconoscimento per la sua straordinaria battaglia culturale, prima ancora che politica, tesa a salvaguardare il territorio dalla cementificazione selvaggia. Dal pericolo del consumo del suolo. Da quelle pratiche per le quali il territorio è un pollo da spennare e non da difendere. Domenico, nella sua semplicità e nella sua testimonianza concreta che un’altra politica è possibile, dimostra come la passione per la politica sia una cosa seria. Che passione fa rima con condivisione e concertazione. E un motivo deve esserci.

Intanto a lui, per l’esempio mirabile di onestà intellettuale e amministrativa, va il mio sincero grazie. Grazie per essere, nella semplicità di chi sente di fare esclusivamente il proprio dovere, uno di quegli italiani di cui, credo e spero, non ci si vergognerà mai.

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