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La vita è un sogno che il cinema può realizzare

Al via nei giorni scorsi, a Bari, la quarta edizione del Bifest. Il Bari International Film Festival è una rassegna culturale a tutto tondo non essendo strutturata soltanto sulla proiezione di documentari, lungo/cortometraggi in concorso, ma promuovendo anche performance teatrali, laboratori, momenti didattici per le scolaresche e spettacoli musicali. Il Bifest 2013 è dedicato a Federico Fellini, ad Alberto Sordi e a Mariangela Melato. Alla memoria di Federico Fellini, al suo genio e alla sua creatività, oltre alla mostra di disegni onirici ideata e curata dalla nipote Francesca Fabbri Fellini, è dedicato un festival nel festival: ossia documenti inediti e pellicole che hanno fatto la storia del nostro cinema italiano trasmesse per tutti i cultori e non solo del genere. La stessa attenzione è stata riservata ad Alberto Sordi, uno dei più grandi attori italiani del dopoguerra. Il Premio Fellini all’eccellenza cinematografica o artistica, inoltre, è stato consegnato in questi primi giorni e sarà consegnato nei prossimi ai grandi protagonisti non solo italiani dell’attuale panorama cinematografico. Una delle lezioni di cinema più interessanti, fino ad oggi, è stata quella con il regista inglese Stephen Frears. In foto uno stralcio dell’articolo uscito oggi su Epolis.

La vita è un sogno e il cinema aiuta a farlo diventare realtà

Qui il pdf integrale di tutto l’articolo, in cui parlo anche dell’arrivo a Bari, con Marco Bellocchio, di Beppino Englaro.

Beppino Englaro a Bari

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Eluana Englaro

Eluana Englaro è una ragazza di 38 anni che giace da quasi 17 anni in un letto di ospedale, praticamente esanime, in una condizione di coma vegetativo, a seguito di un pauroso incidente che ebbe, purtroppo, poco più che ventenne.
Da allora, soprattutto per accondiscendere ad un desiderio espresso dalla medesima ragazza che aveva denunciato la volontà di non essere ridotta a una “larva” e a un “caso” scientifico – mediatico, suo padre, Beppe Englaro, si è battuto, da vero “eroe moderno”, strenuamente e senza rinunciarci mai, affinchè la sua amata figlia potesse serenamente andare “verso la casa del Padre”.

Essendo l’Italia l’unico Paese al mondo dove il Vaticano detta l’agenda politica ed economica preoccupandosi più dei suoi interessi, da holding miliardaria qual’è, piuttosto che del benessere spirituale dei suoi fedeli, ridotti praticamente a schiavi di una fede contraffatta, non si è risparmiato, neanche questa volta, dopo tantissimi anni di vertenze legali su tale questione, intraprese dal padre di Eluana, di intervenire nella vicenda attraverso le parole di alcuni suoi “giovanissimi” cardinali, quali il Cardinale Bagnasco prima, e il Cardinale Ruini poi, i quali hanno cosi commentato:

“Una legge fatta però in modo che rispetti dei limiti, dei valori assoluti e fondamentali, come ad esempio la volontà certa della persona, la responsabilità in scienza e coscienza del medico, e poi la distinzione chiara tra quelle che sono le cure e le terapie e le funzioni vitali come sono la nutrizione e l’idratazione”. “Ribadisco – ha aggiunto Bagnasco – la nostra partecipazione affettuosa alla sofferenza della famiglia ma anche il valore assoluto della vita umana che non puo’ essere a disposizione nostra o di altri”. (Card. Bagnasco)

“.. una decisione tragicamente sbagliata, alla base della quale c’è un grande equivoco: guardare all’Eluana di oggi come se fosse quella di ieri, invece che alla luce di quel che Eluana è oggi, con le sue esigenze molto modeste, con il suo bisogno solo di un pò di cibo e di un pò di acqua”. “C’è il rischio – ha aggiunto il prelato – che decisioni come questa spingano verso una concezione dell’uomo considerato come un oggetto”. (Card. Ruini)

Il mio parere non vuole essere a prioristicamente contro una Chiesa che bene fa a voler vedere tutelata la Vita come condizione a cui ciascuno di noi deve sempre tendere senza rinunciarvi mai, ma contesto alla Chiesa la sua totale mancanza di sobrietà, di lungimiranza, di compassione, di comprensione nei confronti di una persona, prima che di una famiglia, logorata da un dolore e consunta da una malattia che mai potrà restituircela cosi come era un giorno, purtroppo.

E allora perchè questo accanimento?

Perchè questa aridità e questa assoluta incapacità di recepire una istanza, a cui si è giunti per volere di un giudice visto che non abbiamo una legge che preveda l’eutanasia (in Italia siamo indaffarati con le leggi ad personam..), in base alla quale si conferisce dignità e rispetto a una persona che non ha più nulla da chiedere alla Vita se non il voler “andare in pace alla Casa del Padre”?

Perchè, ancora, si osa contestare questa sentenza della Corte di Cassazione che vuole restituire una parvenza di eticità ad un Paese che ha smarrito anche i suoi più semplici e fondamentali principi e valori?

Adesso spero solo che cali il silenzio e che gli ultimi giorni di Eluana possano essere accompagnati dal rispetto e dal riserbo che sono dovuti in questi casi, e che in questi anni sono completamente mancati.


Un passo avanti, di Cinzia Sciuto, Micromega
Il Vaticano va alla guera, di Michele Martelli, Micromega
Le Comunità Cristiane di Base, Micromega

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