Archivi delle etichette: Guido Scorza

Sulle nomine Agcom il Governo barcolla?

Guido Scorza cosi scrive: “E’ una brutta storia italiana quella che si sta consumando attorno alle nomine dei membri e del Presidente dell’Autorità per la Garanzie nelle comunicazioni.  Una storia nella quale, ancora una volta protagonista indiscusso è il segreto attraverso il quale politici e governanti innalzano spesse ed impenetrabili mura di gomma per proteggersi dallo sguardo dei cittadini. Sono settimane che centinaia di migliaia di cittadini, consumatori ed imprese, riuniti nella Open Media Coalition“, chiedono l’adozione di “procedure trasparenti nelle nomine”, con la pubblicazione dei curricula dei candidati affinché siano scelti effettivamente i migliori, nell’interesse del Paese. Non avendo ottenuto dall’esecutivo risposte mirabili e credibili, il tanto ostracizzato “popolo del web” si è attivato con una sottoscrizione con l’intento di sostenere la candidatura nata dal basso di Stefano Quintarelli. Come sostiene Layla,Stefano Quintarelli è uno dei pionieri della Rete in Italia, la sua prima start-up risale ormai a circa 20 anni fa. E’ stato consulente di molti partiti politici, a destra e a sinistra per le problematiche legate all’assetto della rete e delle telecomunicazioni, per le problematiche del copyright su internet, è stato fra i promotori del manifesto per l’istituzione dell’agenda digitale in Italia. Le sue competenze “tecniche” sono indiscusse come anche le sue battaglie per la trasparenza e la neutralità nel settore delle telecomunicazioni sono rinomate e di lungo corso. Insomma Quintarelli sarebbe il candidato ideale per rappresentare equamente tutte le forze politiche, economiche e sociali, in un ruolo a dir poco strategico per il futuro del sistema Paese”.

Annunci

Il contrassegno della Siae è illegale

Guido Scorza ci spiega perchè e soprattutto quanto ora la Siae dovrà rimborsare a tutti quegli autori ai quali ha estorto impropriamente ed indebitamente non pochi denari negli ultimi anni.

Ora toccherà ai giudici tributari che, di recente, la Corte di Cassazione ha ritenuto competenti in materia, data, appunto, la natura di “balzello” dell’obbligo di apposizione del contrassegno, decidere se – come appare ovvio e ragionevole a chiunque – Siae dovrà, finalmente, restituire il maltolto ovvero il fiume di denaro – una media di circa dieci milioni di euro all’anno – illegittimamente incassati tra il 2000 ed il 2009, anno nel quale – in modo del tutto incomprensibile – il Governo ha deciso di reintrodurre nel nostro Ordinamento l’obbligo di apposizione del contrassegno e, conseguentemente, di pagamento dell’odioso balzello a Siae.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: