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Ilva, Archinà intercettato con Vendola

Ne ho scritto qui.

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Chi si muove in bici

Per i propri spostamenti, che siano di lavoro o per semplice relax, oltre a guadagnarci in salute e in economia, deve poterlo fare, nella propria città, in condizione di sicurezza. Il ciclista ha certamente dei doveri, ma ha anche dei diritti. E in nome di questi deve essere tutelato. Oggi questo, però, non avviene. In questo nuovo post scritto per Lettera43, partendo, perciò, dalla lettera che Guglielmo Minervini, Assessore ai Trasporti della Regione Puglia, scrive al Ministro del Lavoro Elsa Fornero, riporto la stima assai plausibile di quanto risparmieremmo se sposassimo la cultura della bicicletta.

Le “Olimpiadi dell’energia solare”

Si disputeranno a settembre a Madrid. E per la prima volta, con questo prototipo sperimentale, vi parteciperà anche la Puglia, a rappresentanza di tutta l’Italia, in quanto prima nel Paese – con il 20% – per produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Il censimento del cemento

Il mio secondo intervento su Lettera43 verte proprio sul tema in oggetto.

Si stabilisce che il processo edilizio deve essere rivisitato prima di tutto culturalmente e nella salvaguardia del paesaggio, limitando il fenomeno del consumo di suolo. Si punta, da un lato, a riqualificare prioritariamente tutto il patrimonio edilizio esistente, anche sfruttando i paradigmi della bioedilizia e della bioclimatica, con la possibilità che vengano demoliti e ricostruiti gli edifici più fatiscenti e degradati (ben sapendo, inoltre, quanto grave sia – dicono i geologi – avere territori massicciamente cementificati che rischiano di aggravare gli effetti del dissesto idrogeologico); dall’altro la possibilità di rivalutare le superfici agricole facendole percepire come un valore aggiunto per tutte quelle comunità che potrebbero giovarsi di un turismo enogastronomico di qualità. Perché, da sempre, l’edilizia – l’ambito grazie al quale i partiti politici, a tutti i livelli, superano i rispettivi ideologismi per compattarsi nell’ideologia e nell’idolatria del capitale – è stata percepita come l’attività umana a più sicura redditività.

“Ci avete rotto i polmoni”

Si chiama cosi il mio nuovo blog, che non sostituirà questo ma che si integrerà ulteriormente a questo, che ho avviato su Lettera43. Dove, naturalmente, parlerò di ambiente e di urbanistica. Con una panoramica orientata a tutto il Mezzogiorno, in particolare, con il solito intento di provare a raccontare un meridione che sa essere anche virtuoso e propositivo, capace ed artefice del proprio destino e del proprio futuro. Un Mezzogiorno, quindi, che vuole vivere da protagonista la Prossima Italia dove deve esistere un “Noi” sociale vitale e leale che restituisca dignità a un territorio martoriato da una cultura mafiosa ed omertosa che l’ha avvelenato per troppi decenni.

Ci avete rotto i polmoni per vent’anni con le vostre parole avvelenate con cui avete inquinato la morale pubblica.

Ci avete rotto i polmoni con le vostre convergenze mafiose in ragione delle quali avete fatto sprofondare il Paese nel pozzo della vergogna dove è insopportabile il puzzo dei vostri compromessi.

Ci avete rotto i polmoni con la vostra irresponsabilità e incapacità politica di saper interpretare e decodificare la realtà privandola della visione del futuro che le sarebbe propria.

Ci avete rotto i polmoni perché sono sessant’anni che siete complici nel processo di cementificazione e devastazione del Paese, con una miriade di paesaggi una volta incontaminati deturpati irrimediabilmente.

Ci avete rotto i polmoni perché in questo Paese si muore e si morirà ancora per l’amianto. A Casale, a Bari e in tutti quei posti dove la mancanza di un’etica pubblica ha impedito l’avvio tempestivo delle bonifiche.

Ci avete rotto i polmoni perché Taranto è la città più inquinata d’Europa e il diritto alla salute non è da anni minimamente garantito, con un altissimo tasso di bambini ai quali sono state diagnosticate terribili patologie.

Ci avete rotto i polmoni con la cronica “emergenza rifiuti” che, però, dura da quasi vent’anni con centinaia di milioni di tonnellate di rifiuti che sono stati inceneriti o nascosti nel sottosuolo traendone un profitto illecito, voi che vi siete riciclati in base alle convenienze per una politica sempre più sporca e insostenibile.

Ci avete rotto i polmoni perché il sole, l’aria, l’acqua e il suolo, nonostante i vostri tentativi di privatizzarne l’uso e la gestione, sono e resteranno sempre dei beni comuni difesi da una cittadinanza consapevole, informata, sensibile e figlia della Costituzione.

Ci avete rotto i polmoni perché l’Italia non è Cosa Vostra, ma Casa Nostra.

Con questo primo post avvio la mia collaborazione con Lettera43 – che ringrazio per l’opportunità che mi offre – invitando chiunque, e i miei conterranei pugliesi in particolare, a usare questo diario per provare a raccontare, in chiave ecologica, quel Mezzogiorno che non si arrende, che sa essere virtuoso, che è capace di costruire collettivamente delle proposte andando oltre le proteste, che crede in una leale e reale condivisione dei saperi e delle esperienze. Un Mezzogiorno che costruisce gradualmente e con passione una diversa partecipazione civica per la gestione della “cosa pubblica”. Perché solo seminando la speranza possiamo raccogliere quel cambiamento che vorremmo veder avvenire nel Paese e nel mondo.

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