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Pino, dove sei?

E’ per tutti Pino. Pino Masciari è un testimone di giustizia dall’18 ottobre del 1997, dopo che, a partire dal 1994, aveva denunciato – da importante imprenditore edile calabrese di Serra San Bruno – sia i mafiosi che gli chiedevano il 3% sia i politici collusi che gli chiedevano il 6% sia un alto magistrato che poi si scoprì essere regolarmente a busta paga delle ‘ndrine calabresi più pericolose. Pino è mio amico. Lo conosco dal 2007 e ora sono molto preoccupato per lui. Speriamo non sia successo niente di grave. Di seguito il messaggio comparso sul sito dell’Associazione di Torino “Acmos”.

Pino è scomparso, ed è senza scorta, da qualche parte. Sono quasi 36 ore che non si hanno sue notizie. Gli articoli sui giornali on line (leggi l’articolo de “La Stampa”, de “Il corriere della sera” e de “Il fatto quotidiano”), i blog e la rassegna sul sito di Pino, iniziano a riempire il web di commenti. Su facebook c’è un evento che chiede di far pressione, all’indirizzo del Prefetto e del Ministro dell’Interno, perchè i tanti amici di Pino siano rassicurati sulla sua attuale sicurezza ed episodi del genere non si verifichino più. Le autorità giudiziarie e delle forze dell’ordine glissano neanche troppo elegantemente, a metà strada tra l’indifferenza e l’incompetenza: o almeno così sembra e non è un bel segnale. Speriamo di essere smentiti presto. Ci uniamo al coro delle voci, da tutta Italia. Siamo amici di Pino da anni e ne andiamo fieri. Siamo preoccupati per la sua sorte e ci stringiamo intorno a Marisa, Ottavia e Francesco. Pretendiamo risposte dalle Istituzioni preposte alla sua sicurezza.

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Marisa Masciari

Si dice che dietro ogni grande uomo ci sia una grande donna.

Io non ho mai creduto a certi luoghi comuni o detti popolari per quanto molti di essi siano simpatici e sembra che racchiudano grandi verità, per il semplice motivo che io ho imparato a credere alle persone e soltanto ad esse attraverso i valori di ciascuno e degli ideali che sospingono tali anime.

Ora, a prescindere se ci si creda o meno a certi slogan, nell’avvicinarci a Marisa Masciari, moglie del Testimone di Giustizia e mio Amico Pino Masciari, bisognerebbe restaurare quel galateo ottocentesco per essere sicuri che nel relazionarci a Lei, non si commettano o dicano gravità tali da scalfire quel “capolavoro umano” che è Marisa.

E agli occhi di qualcuno può sembrare paradossale che parli cosi di una persona che, personalmente, neanche conosco avendoci soltanto parlato per telefono qualche volta, ma è come se ci si conoscesse da sempre.

Perchè per capire chi ci si trova di fronte spesso non hai bisogno dell’ingannevole tempo o della mistificante realtà che ti circonda, hai bisogno soltanto di ascoltare il tuo cuore e di interpretare quello che sta cercando di dirti.

E nel caso di Marisa, è tutto, troppo, relativamente semplice..

Si tratta di una donna, di una moglie, di una madre eccezionalmente unica: forte, determinata, combattiva, grintosa, onesta, integgerima, che ha dimostrato come e quanto sia possibile rialzarsi dopo aver subito certi colpi ma sapendo bene che il non reagire è un darla vinta a tutti quei detrattori che bramano nel vedere a pezzi la sua famiglia, nel vedere logorato quel rapporto alimentatosi negli anni sulla scia di un dolore che oggi forse fa meno male, grazie ai loro Amici, pronti a sostenerli e a difendere quella famiglia che lei ha costruito insieme a quell’altro cittadino e uomo esemplare che è suo marito, Pino Masciari.

Probabilmente Pino non sarebbe il Pino che è senza Marisa, e viceversa, ma in tutti questi ultimi anni, nei quali Pino ha avuto l’opportunità, nell’angoscia della sua vicenda, di attraversare l’Italia e di incontrare migliaia di cittadini impegnati in percorsi volti alla Legalità, Lei, Marisa, nella solitudine e nel silenzio, forse, prima della sua anima e poi della località pseudo protetta, avvolta da una fredda coperta che non ha protetto i Masciari dalle reiterate ingiustizie subite e da quella coltre di indifferenza che li ha perseguitati per anni, come una moderna Penelope che tesse la sua tela, in attesa che il prode Ulisse faccia rientro a casa e racconti le sue peripezie e dei suoi incontri, non ha perso la speranza, non ha perso la fiducia che le cose possano cambiare, non ha perso soprattutto il sorriso sapendo bene quanto sia fondamentale quel sorriso agli occhi dei suoi figli.

Dopo tanti anni, Marisa è tornata in Calabria, a Vibo, come si evince dal seguente articolo, ma soprattutto ha avuto la possibilità, si vede nel video, di raccontarsi, di parlare di se e della sua vita, di cosa significhi essere “invisibili” agli occhi di uno Stato che non ha assolto sempre con diligenza e serietà al compito principale che spetterebbe ad uno Stato di Diritto e realmente Giusto: proteggere chi denuncia.

Perchè oggi chi denuncia è abbandonato, isolato, zittito.
Chi offende, delinque, collude con i criminali è libero, fa carriera, ha prestigio e potere, è inattaccabile e inavvicinabile.

Pino e Marisa, con i loro figli, non sono da tempo soli..

E per molto altro tempo ancora continueranno a non esserlo..

Marisa a Vibo

La video intervista a Marisa Masciari fatta dal Tg2 Dossier

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