Archivi delle etichette: Michele Emiliano

Silvio si riprende il Paese?

13 04 2013 silvio a bari

E’ possibile, se non probabile. Tocca essere oggettivi e provare a rispondere a questo quesito, che in qualsiasi altra parte del mondo non sarebbe manco ipotizzabile se associato al politico che ha governato il Paese per quasi 9 degli ultimi 12 anni e per la cui gestione fallimentare ed irresponsabile – senza considerare, in questa sede, i suoi vizi privati a causa dei quali siamo stati sputtanati nel mondo – ci siamo ritrovati l’esecutivo Monti (con la complicità del Presidente Napolitano che lo ha detronizzato pur in assenza di una sfiducia politica/parlamentare e con quel che è sembrato un abuso di potere legittimato da quello superiore dei “mercati europei”), con la giusta dose di onestà intellettuale.

Per quanto la risposta, per la medesima onestà, e senza alcuna ipocrisia, mi generi una certa inquietudine. Avendo a cuore la tenuta etica e sociale del nostro Paese. Oggi soffocato dalla più grave crisi economica e finanziaria di sempre, corroborata dalla più grave crisi morale ed etica di sempre, con entrambe che hanno ottenebrato, pericolosamente, il senso dello Stato di tutta la classe dirigente italiana, gerontocratica e autoreferenziale.

E considerata, inoltre, la complicità e la contiguità culturale dell’attuale establishment del centrosinistra (praticamente lo stesso da 30 anni o quasi) che rappresenta il principale alleato politico dello “statista di Arcore”, pronto a rianimarlo politicamente ad ogni occasione, non essendo capace di concepire e di progettare, senza di lui, il cambiamento ineludibile di cui questo Paese ha un tremendo bisogno, mettendosi autocriticamente in discussione per le sue “mirabili e continue vittorie”.

“Il comizio di domani – scrivevo ieri – è il primo della nuova campagna elettorale che potrebbe aprirsi a breve se i suoi approcci “inciucisti” verso il Pd dovessero fallire“.

E sostanzialmente ha confermato, oggi pomeriggio, la mia riflessione:

“Ci sono due possibilità: o governo politico di larghe intese o si vota a giugno”.

Il comizio, in una gremita Piazza Prefettura, e introdotto dal contestatissimo striscione apposto arbitrariamente e scorrettamente sul Municipio dal Sindaco Emiliano (che ha cercato furbescamente, con questa iniziativa fintamente garbata ed ironica, di farsi pubblicità a livello nazionale), è stato, peraltro, assai deludente. Lo “shock” annunciato non c’è stato. Nè è stato annunciato il nuovo partito. E’ stato, invece, e come peraltro già annunciato nel post di ieri, il copione di sempre, recitato quasi con “sobrietà” non volendo far naufragare definitivamente la scialuppa di salvataggio su cui vorrebbe far salire Bersani, per un governo di larghe intese finalizzato soprattutto ad amnistiarlo, con un Presidente della Repubblica “gradito”, ove condannato. Con il saluto finale, anche questo da grandissimo comunicatore qual è, percepito come l’ennesimo “arrivederci”:

“Voglio ringraziarvi di nuovo per essere venuti qui. Grazie di avermi ascoltato con tanta attenzione. Vi ho fatti partecipi dei nostri propositi, speranze e preoccupazioni. La notte è più buia prima dell’alba. Non riusciranno a toglierci la nostra positività e le proposte per cambiare in meglio il Paese che amiamo. Vi abbraccio tutti. Continuate a volervi bene. Viva l’Italia, viva Forza Italia, viva il pdl, viva la libertà, viva la nostra e la vostra libertà”.

 

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Il reportage su San Girolamo

Lungomare

Ecco l’approfondimento uscito su Epolis qualche giorno fa.

Reportage San Girolamo

P.S. Di questo quartiere, come sanno gli amici che leggono questo blog, ho parlato e scritto spesso. A questo proposito, infatti, ricordo quest’ultimo e relativamente recente articolo, e il seguente, sempre tratto da Epolis, integrato da quest’altro.

“Vogliamo l’interramento dei binari”

copertina palese

Nodo ferroviario, decentramento amministrativo, migranti del Cara che si prostituiscono nelle campagne desolate, assenza di una politica culturale mirata alla rigenerazione sociale. Sono questi i temi principali oggetto del reportage su Palese, che condivido integralmente, e per come pubblicati sull’edizione odierna di Epolis.

Le puntate precedenti: Loseto e Ceglie.

La burocrazia affonda il waterfront di San Girolamo?

san girolamo aspetta il waterfront

Venerdi scorso ho partecipato, come si legge nell’articolo uscito il giorno seguente su Epolis, al monotematico consiglio circoscrizionale che aveva all’ordine del giorno il waterfront di San Girolamo. Un’occasione utile per fare, con l’assessore ai lavori pubblici Marco Lacarra, il punto della situazione rispetto ad un’opera pubblica tanto attesa da tutti i cittadini quanto strumentalizzata per fini elettorali, soprattutto ora che siamo a poche settimane da una competizione fondamentale per il futuro del nostro Paese.

L’incontro, però, a mio modesto parere, è stato inutile. Non solo perché l’assessore, per quanto garbato e gentile nel rispondere a tutte le sollecitazioni provenienti dai consiglieri sia di maggioranza sia di opposizione, concretamente non ha detto niente di nuovo se non ripetere il cronoprogramma che prevede un iter burocratico ancora lungo diversi mesi, ma anche perché i medesimi consiglieri hanno trasferito all’unico cronista presente, il sottoscritto, la sensazione di stare in aula più per legittimare il loro presunto ruolo (e prendere il gettone di presenza) che per pungere acutamente e duramente il medesimo assessore per la tempistica di quest’opera pubblica di cui si parla, più seriamente, da almeno 5 anni. Ma che è attesa da almeno 20. Perdendo l’occasione di interrogarlo, con l’ausilio di diversi articoli usciti sulla stampa locale nel corso dei mesi che hanno attestato tutti i rinvii, proprio su questo, con una banalissima domanda: è ammissibile sprecare – accertate le responsabilità anche degli altre istituzioni coinvolte nei processi decisionali – 5 anni per predisporre un bando?  A ciascuno di noi la facoltà di rispondere liberamente. Intanto ecco gli ultimi articoli, pubblicati recentemente da Epolis, dedicati al progetto di rigenerazione del waterfront di San Girolamo.

Bari è una città grigia

E non solo perché si è costruito tanto, e male, col rischio che si costruisca ancora – magari nel nome della sostenibilità e di una visione di futuro da riempire di senso (leggasi “Il Patto per Bari” ratificato ieri) – ma anche perché il verde pubblico è quasi totalmente assente. E quello presente è degradato. La storia, indecorosa, dell’abbandono di Piazza Umberto è sintomatico di quanto l’ambiente, in tutte le sue sfumature, non sia assolutamente considerato strategico per un serio sviluppo sociale, culturale ed economico. Ed è un errore. Ma detto senza voler giudicare o condannare arbitrariamente nessuno. Gli amministratori pubblici, però, devono essere valutati anche per quel che fanno o non fanno, non soltanto per le cose che dicono o non dicono.

Passeggiando per la nostra città, infatti, come racconta anche questo cronista, e non solo nel nucleo centrale mi verrebbe da aggiungere, numerose e dolorose sono le piaghe e le ferite. Sporcizia, vandalismo, indifferenza o proprio astio per i beni comuni determinano questo fenomeno ormai ordinario. Manca un’etica pubblica anche nei cittadini e non può essere diversamente quando negli stessi amministratori si plasticizza l’incapacità di di pensare agli spazi aperti e pubblici come risorsa per la comunità in cui integrare armonicamente le funzioni sociali. Quelle, mediante le quali, si ricrea una dimensione identitaria, un’appartenenza e la spinta, pure emotiva, a tutelare quel che è di tutti, perché è anche nostro.

Il verde, in città, poi è fondamentale, non solo per un fatto di estetica. Ma pure per un fatto di etica. Un verde urbano distribuito razionalmente e organizzato armonicamente, lo rivelano anche alcuni studi di autorevoli sociologi, trasferisce un’idea di serenità e di benessere. Quasi di felicità. Poi quando va a connaturare una porzione di territorio ed esso diventa nel tempo patrimonio individuale e collettivo diventa molto più difficile che sia vandalizzato o degradato, insomma, che non viva. Oltre ad essere lo scenario ideale per i bambini, nell’ attuale ottica che le nostre città non sono affatto a misura dei desideri e delle aspettative dei più piccoli. Quindi, come si intuisce, non sussistono solo ragioni economiche o architettoniche.

E’ proprio necessario, perciò, modificare il nostro approccio culturale e comprendere che investire nella progettazione del verde urbano (e nella riqualificazione del costruito) conviene. Ed è il primo passo se vogliamo iniziare a vedere a Bari non più un solo colore, sbagliato e nocivo, ma uno splendido arcobaleno che possa restituire il sorriso e la speranza di un futuro diverso a tutta la comunità.

#listacivicachepassione: verso le Politiche/1

L'Italia Giusta di Bersani

Il Presidente del Consiglio, il sedicente “tecnico” Mario Monti, dopo aver indugiato e tentennato settimane, ha sciolto le riserve: ha deciso “di salire” in campo e proseguire la sua esperienza politica. Candidandosi a fare ancora il Premier, ma non direttamente e in prima persona essendo senatore a vita. Sostenuto da Fini, Casini, Montezemolo, Riccardi, Passera, da ex democratici, ex democristiani, ex pidiellini, ex di qualsiasi cosa come Mastella, oggi ha presentato il logo della sua Lista dopo aver reso pubblica la sua Agenda. Leggendola, emergono alcune certezze, ma anche alcuni dubbi: se il reddito minimo garantito sembra cosa buona e giusta come la prosecuzione del contrasto all’evasione fiscale o l’implementazione di un’agenda digitale che riduca il gap del nostro Paese rispetto agli altri europei con cui si dice di volerci federare in un’Unione stile quella americana; la totale assenza dei diritti sociali e civili, la possibilità che il nostro Paese sia investito da una profonda e strutturale conversione ecologica del modello economico ed industriale, la tutela e la valorizzazione del paesaggio, lascia alquanto preoccupati. Inoltre, a lasciare perplessi, non è solo la confusione generata dalle diverse sensibilità (lo so che è bizzarro, ma c’è anche Alemanno) pronte a sostenere questo “Grande Centro”, ma pure la dialettica utilizzata. Monti in questo anno ha fatto politica, con i partiti, e uno dei suoi principali sostenitori è lo stakanovista della politica Pierferdinando Casini; eppure parla, moltissimo, di civismo e di società civile. Ecco, non mi sembra coerente. Il civismo per me è un’altra cosa. E la società civilissima merita di essere rispettata per davvero. Non presa in giro in questo modo subdolo. Da parte di chi, in possesso certamente di una notevole cultura accademica, testimonia poi un’ arrogante insofferenza verso quelli che sono percepiti come nemici alla sua visione. Se queste sono le premesse, per Monti la strada non può che essere tutta in salita.

L’altra grande novità di queste settimane è la Lista “Rivoluzione Civile” (ecco il logo) di Antonio Ingroia. Sulla candidatura dell’ex Procuratore Aggiunto della Repubblica di Palermo, responsabile delle più delicate inchieste di mafia degli ultimi anni e uno dei principali bersagli della stampa berlusconiana, moltissimo si è discusso nelle ultime settimane, con una netta distinzione tra quanti sostengono entusiasticamente l’iniziativa (Benny Calasanzio) e quanti, non mettendo in discussione il valore dell’uomo e del magistrato, sono rimasti turbati da questa scelta (Peter Gomez e Nando Dalla Chiesa), proprio per un fatto di opportunità. Personalmente non ho condiviso questa scelta per alcune ragioni di principio per me fondamentali. Eccole: 1) l’idea che solo il magistrato possa bonificare la contaminata politica italiana la trovo aberrante, e dopo le esperienze di Di Pietro, Emiliano, De Magistris, Carofiglio (giusto per citare quelli schierati con il centrosinistra) credo sia legittimo desiderare qualcosa di diverso; 2) il sospetto sacrosanto che le inchieste siano state impiegate per accrescere la propria visibilità e la propria accountability presso quella parte di opinione pubblica particolarmente sensibile sui temi della legalità e della giustizia non sparirà presto e facilmente; 3) il non dimettersi dalla magistratura quando si decide di intraprendere questo nuovo percorso senza far passare poi del tempo tra le due attività, senza prestare cosi il fianco ad alcuna strumentalizzazione, è ancora una scelta poco condivisibile; 4) come pure quella di farsi sostenere dai leader politici che in questa immorale Seconda Repubblica hanno fatto solo disastri vivendo esclusivamente della propria iconografia, del proprio divismo, del proprio individualismo politico. Ma, nonostante questi dubbi, si cercherà di valutare il movimento di Ingroia sulla base della sua proposta politica e della capacità di innovare il sistema, pure con metodi e approcci diversi.

E parliamo, infine, del Partito Democratico. Dopo le primarie per la scelta del candidato premier, il 29 e il 30 dicembre scorso, in una data assai infelice, sono stati scelti i parlamentari. Era una delle battaglie politiche di Pippo Civati e di Prossima Italia. In pochissimi lo hanno riconosciuto e lo hanno ringraziato per questo. Per quanto non siano state perfette e la competizione non è sembrata proprio totalmente contendibile e aperta a tutti come non pochi avrebbero desiderato (in quest’ottica si leggono le candidature della siciliana Finocchiaro a Taranto e della toscana Bindi a Reggio Calabria, giusto per fare due esempi), bisogna anche ammettere che senza questa possibilità una candidatura come quella di Liliana Ventricelli non ci sarebbe stata. Invece non solo c’è stata. Ma è stato anche un trionfo. Come vincente è stata la campagna di Antonio Decaro, colui che più di altri ha testimoniato in Puglia i valori e le buone pratiche di Prossima Italia, con la sua sapienza sulla mobilità sostenibile, fronteggiando suo malgrado i colpi bassi del Sindaco Emiliano che ha candidato suo fratello Alessandro, non proprio uno statista e un politico raffinato. Ma il Pd, in queste ultime ore, e dopo aver “ingaggiato” anche lui il suo magistrato (il Procuratore Grasso), è impegnato nella scelta dei profili di alto livello che andranno ad occupare i posti nei listini bloccati. In Puglia come in tutto il Paese. E dalla scelta di queste figure si capirà se e quanto questo Paese sarà in grado di risollevarsi, uscendo a testa alta dalla palude della crisi e riconsegnando una speranza di futuro ai propri cittadini. Speriamo bene. Ma teniamo tutti alta l’attenzione e la concentrazione. Perché non possiamo più sbagliare.

Vendola: “Orgoglioso del Politecnico di Bari”

Inaugurazione Anno Accademico al Politecnico

“Distruggete una centrale elettrica e sarà buio subito; distruggete l’Università e sarà buio tra 50 anni”. “La storia del genere umano diventa sempre più una gara tra l’educazione e la catastrofe”. Con questi due aforismi pronunciati nel secolo scorso, rispettivamente, dall’allora Rettore dell’Università polacca di Leopoli e da Herbert G. Wells, Nicola Costantino, Rettore del Politecnico di Bari, ha inaugurato l’anno accademico. Nella sua relazione, dopo aver ricordato gli eccellenti risultati raggiunti nel campo della ricerca nonostante il finanziamento pubblico negli ultimi due anni sia stato ridotto del 12,5%, ha difeso strenuamente il valore sociale, culturale ed economico dell’Università e come non sono ammissibili baratti sull’istruzione. È stato riportato, inoltre, l’esempio di Amburgo dove le tasse universitarie sono state annullate essendo l’istruzione un asset strategico per un Paese, la Germania, che punta, da anni, decisamente sui giovani e sull’innovazione. Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente della Regione, Nichi Vendola, e il Sindaco di Bari, Michele Emiliano. Il primo, in particolare, ha spronato i giovani, e mediante essi tutto il Sud, ad “uscire dal cerchio magico dell’indifferenza per non essere candidati alla marginalità”. E quanto sia necessario, viste le risorse umane presenti in abbondanza sul nostro territorio, cancellare l’iconografia di un Mezzogiorno incapace di costruire il proprio futuro. Costruendolo, invece, puntando sull’innovazione, sull’istruzione e sull’educazione.

 

L’endorsement di Emiliano per Bersani

Fibronit: è mistero sulla task force medica

Quasi un mese fa, dopo aver partecipato all’Assemblea del Comitato Cittadino Fibronit e averne scritto anche per Epolis Bari, ho avuto l’opportunità ed il piacere – nonostante ci si punzecchi spesso – di confrontarmi con il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, relativamente alla task force medica.

  1. GiuseppeMilano
    Dove è la task force medica per la diagnosi precoce contro i mali provocati dall’#amianto? @micheleemiliano http://wp.me/p27ZmN-tW #bari
    Mon, Oct 15 2012 07:59:57
  2. micheleemiliano
    @GiuseppeMilano la task force medica da 30anni e’ l’lstituto di Medicina del lavoro dell’Universita’ di Bari
    Mon, Oct 15 2012 09:19:50
  3. GiuseppeMilano
    @micheleemiliano a cui la regione puglia ha tagliato i fondi. E anche per questo l’ex assessore palmiotti aveva previsto tale strumento.
    Mon, Oct 15 2012 09:30:38
  4. micheleemiliano
    @GiuseppeMilano non mi risulta, non possiamo mettere insieme un’attivita’ medica cosí complessa al Comune in sovrapposizione alla Regione
    Mon, Oct 15 2012 09:38:11
  5. GiuseppeMilano
    @micheleemiliano talmente è vero, purtroppo, quel che afferma il comitato fibronit, non io, che molti malati oggi vanno a brescia. informati
    Mon, Oct 15 2012 09:55:50
  6. micheleemiliano
    @GiuseppeMilano é difficile capirlo ma per un comune e’ vietato costituire un equipe medica professionale che faccia diagnosi precoce
    Mon, Oct 15 2012 09:59:17
  7. micheleemiliano
    @GiuseppeMilano non esiste alcun atto dal quale emerge impegno Comune a dar vita a task force diagnosi precoce. Sarebbe illegittimo.
    Mon, Oct 15 2012 10:01:09
  8. GiuseppeMilano
    @micheleemiliano quindi la conclusione è che palmiotti senza il suo parere positivo si è inventato una cosa documentata che non poteva fare
    Mon, Oct 15 2012 10:01:12
  9. micheleemiliano
    @GiuseppeMilano é probabile che chi ha fatto l’affermazione attribuendola a Palmiotti si sia clamorosamente sbagliato.Chiedi a Palmiotti.
    Mon, Oct 15 2012 10:03:14
  10. GiuseppeMilano
    @micheleemiliano illegittimo perché la competenza è solo regionale? e perché vista la gravità la regione ha tagliato fondi cosi importanti?
    Mon, Oct 15 2012 10:03:14
  11. GiuseppeMilano
    @micheleemiliano chiederò delucidazioni anche ai responsabili del comitato fibronit, naturalmente.. proprio per un fatto di rispetto
    Mon, Oct 15 2012 10:04:30
  12. micheleemiliano
    @GiuseppeMilano la Regione ha per legge (Costituzione) la competenza esclusiva su diagnosi e cura attraverso ASL
    Mon, Oct 15 2012 10:06:50
  13. GiuseppeMilano
    @micheleemiliano si ma la costituzione dice anche, all’art. 32, che i sindaci sono responsabili della salute dei cittadini, o ricordo male?
    Mon, Oct 15 2012 10:08:49
  14. micheleemiliano
    @GiuseppeMilano art.32 Cost. Non si riferisce mai ai sindaci, ricordi male.
    Mon, Oct 15 2012 10:36:05
  15. micheleemiliano
    @GiuseppeMilano art.117 Cost. dispone che la tutela della salute rientra nella potestà legislativa “concorrente” dello Stato e delle Regioni
    Mon, Oct 15 2012 10:40:42
  16. GiuseppeMilano
    @micheleemiliano grazie per le risposte e la piacevole chiacchierata.. 🙂
    Mon, Oct 15 2012 11:23:43

Michele Emiliano, un uomo solo al comando

Quasi nessuno, forse, l’avrebbe detto. L’icona del magistrato antimafia che nel 2004 divenne, per la prima volta, sindaco del capoluogo pugliese a furor di popolo e con una campagna elettorale emozionante, è stata trafugata dai professionisti della mala politica. Quel Michele Emiliano, purtroppo, non esiste più. E se esiste ancora, nessuno se ne è accorto. In questi ultimi anni il Gladiatore ha combattuto le proprie innumerevoli sfide in un’arena più surreale che reale. Sono diventati avversari o semplicemente sono stati percepiti come ostili tutti coloro che bramavano ardentemente la prosecuzione del riformismo che era stato avviato nella prima esperienza di governo cittadino. Con risultati importanti ed incoraggianti. La città si era messa in moto, finalmente, dopo il decennio oscuro del palazzinaro Simeone Di Cagno Abbrescia. Tantissime persone, invece, sono state deluse, a cominciare proprio da quei giovani che lo avevano sostenuto e che in lui riponevano grande speranza. Per il proprio avvenire e per quello della nostra città. La città, da anni, invece, è paralizzata. Da un lato, la Giunta e la maggioranza consiliare poco coese tra loro e non sempre brillanti nella loro azione scandita da alcuni flop colossali ma anche dall’indifferenza agli stimoli provenienti dalla società civilissima – nonostante ci siano in entrambi gli organi alcune degnissime eccezioni – dall’altro, per l’ambizione sfrenata di Emiliano di succedere a Vendola alla guida della Regione Puglia e per il cui fine sta tessendo relazioni, politiche e non solo, che lasciano perplessi. Non solo quelle con l’Udc o quello che dovrebbe essere la coalizione dei moderati – tra le cui file troviamo imprenditori, costruttori e soggetti politicamente discutibili per i loro pacchetti di voti – ma anche e soprattutto con il Movimento Politico Schittulli, quello che fa capo all’attuale Presidente della Provincia di Bari, eletto con il sostegno del centrodestra, sebbene poi da esso si sia in parte discostato per divergenze di vedute. Questa “unione di fatto”, superando l’asfittica retorica di questi tempi e l’ancor più insopportabile trasformismo dei singoli in ragione di una propria egolatria da appagare, ha un fine molto preciso: avere Schittulli Sindaco di Bari ed Emiliano Presidente della Regione. L’uno con il sostegno dell’altro, e viceversa. Come potrebbe desumersi da questo articolo.

«Francesco ed io abbiamo la stessa visione del futuro su Bari e sulla Regione — dichiara Emiliano dal palco degli stati generali convocati a Bari dal “Movimento Politico Schittulli”. Possiamo e dobbiamo lavorare insieme dimostrando che noi, a differenza di chi fa politica di mestiere, risolviamo i problemi della gente, non quelli delle carriere degli eletti». «Siamo noi — dice — ad aver investito nella politica storie importanti, già prima che ci candidassimo. La Puglia e Bari hanno bisogno di noi, non di gente che litiga e pensa sempre alle prossime elezioni»

A parte che farebbe piacere, credo un pò a tutti, conoscere i punti di forza di questa visione comune, ma la domanda principale, o meglio tra le principali, a cui Emiliano dovrebbe provare a rispondere senza troppi giri di parole è: ma il Pd, il partito di cui sei ancora e fino a prova contraria presidente regionale, è al corrente di questo tuo proposito? E, soprattutto, tu che ti issi da tempo a paladino della “nuova e buona politica” hai dimenticato che il centrosinistra pugliese e tutti i cittadini, anche quelli che solitamente hanno espresso preferenze per il centrodestra, ormai ritengono indispensabile il passaggio delle primarie? Il Partito Democratico della Puglia, in tutto questo, ed essendo imbarazzantemente inesistente il livello cittadino, cosa dice in proposito?

La Puglia e Bari hanno bisogno di noi“? Bari e la Puglia hanno e avrebbero bisogno, secondo il mio modestissimo parere, di persone maggiormente responsabili, generose, altruiste, che siano in grado di restituire dignità e vitalità a quell’esperienza meravigliosa di condivisione e di umanità che è la politica. L’unica visione, in cui senza arroganza e tracotanza, forse, i cittadini vorrebbero ritrovarsi è quella in cui il loro protagonismo sia vero e sia valorizzato. Dove l’umiltà e la lealtà procedano insieme. Perché il futuro non sia soltanto una parola da convegni, ma l’obiettivo del nostro impegno purissimo e appassionato. Per chi ci crede ancora. E per chi verrà dopo di noi. Ma che da noi già si aspetta qualcosa. La speranza di un cambiamento reale.

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