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Che fine ha fatto la “Puglia migliore”?

In principio era “il rivoluzionario gentile”, colui che con le sue “narrazioni” cosi cariche di pathos e di emotività era riuscito a saldare la sfiducia e la rassegnazione di un intero popolo logorato – dopo le Politiche del 2008 – dall’idea di aver perso la “politica di sinistra” con la speranza di quanti in lui vedevano “l’homo novus” che sapeva conciliare dialettica raffinata ed elegante con un carisma assai seduttivo. Si è attivato cosi, inconsapevolmente, quel processo di identificazione e riconoscibilità verso il nuovo leader, di assimilazione alla sua “rivoluzione” nobile da difendere dagli attacchi strumentali provenienti anche dagli alleati potenziali. Verso una diversità che veniva presentata come discontinuità.

La Puglia del 2012 è certamente migliore di quella del 2005 e in questi anni, sebbene fosse assai difficile fare peggio dell’ex governatore Raffaele Fitto, ci sono state cose buone e cose negative. E le cose buone vanno non solo celebrate, ma anche tutelate e raccontate. Ma questi aspetti dell’agire politico sono o dovrebbero essere normalissimi visto che trattiamo di uomini non infallibili e che, quindi,  non meriterebbero alcun approfondimento. Questo, invece, diventa indispensabile quando lungo il tragitto della nostra vita incontriamo persone non soltanto ipocrite o incoerenti, ma in divenire pericolose e in malafede.

E temiamo sia il caso di Nichi Vendola. Che pure ho votato nel 2005 e sostenuto con grande enfasi, con sincero trasporto perchè prima ancora del suo slogan “la poesia è nei fatti” sentivo, ma forse ero in errore, che una intera generazione necessitava di essere coccolata dalla poesia – mezzo ideale per creare o ricreare emozioni o suggestioni –  di essere presa per mano e riaccompagnata sul sentiero del progresso e del futuro. Vendola vinse con merito e con coraggio. Con cor-agium: agì col cuore. Ma ha dilapidato tutto questo immenso ed inesauribile patrimonio non solo emotivo e di empatia profonda perchè si è rivelato essere come i politici che contestava. Forse, peggio degli stessi.

Il tema della meritocrazia – associato alla creatività giovanile, alla possibilità di creare delle alternative e delle opportunità per i giovani e per i precari, per non farli più emigrare o addirittura per invitare gli emigrati a rientrare – è stato uno dei suoi cavalli di battaglia. Nei primi anni questo intendimento ha anche portato risultati ottimi, con le grandissime innovazioni rappresentate dalle iniziative “Principi Attivi e Bollenti Spiriti”. Oggi, però, soggiogato dalla cultura dello spoil system, ossia dal dover/voler sistemare tutti coloro che in questi anni sono stati alla sue mercè e sono i prodotti plastificati e surreali del vendolismo, accade che la Regione Puglia è diventata l’Eldorado.

E’ la storia, infatti, dei concorsi pubblici (pilotati?) – anticipati da bandi oscuri e scarsamente conosciuti perchè non ampiamente diffusa è stata la loro divulgazione – che in questi mesi si sono susseguiti, con la tanto decantata trasparenza che si è data per malata.. Su Gobari.it, il webquotidiano per il quale collaboro, sono spiegate minuziosamente tutte queste vicende che rischiano di configurarsi – qualora la magistratura dovesse intervenire e valutarle come tali – come truffe aggravate. Perchè non si tratta soltanto di una raccomandazione qui e una raccomandazione là, atti di per se empi e non ammissibili, ma di sabotaggio, appunto, di concorsi pubblici con i migliori e i più competenti che devono lasciare il posto a chi ha i “santi in paradiso”. Insomma, anche in Puglia, a quanto pare, non vale la Conoscenza, ma le conoscenze di cui uno dispone.

Qui propongo, pertanto, i link diretti alle singole vicende, per chi volesse approfondire e saperne di più. E meglio.

 

Il Caso “Apulia Film Commission

Il Caso “Protezione Civile”

Il Caso “Puglia Promozione

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Nel Cara di Bari

Oggi sono entrato. E questo è il mio racconto.

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