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L’omofobia sta distruggendo le Istituzioni

La Cassazione, il 12 marzo scorso (ne ho scritto qui), ha stabilito che le coppie gay hanno diritto alla vita familiare e a vedersi riconosciute in questo tutte le facoltà oggi concesse soltanto alle coppie eterosessuali. Ieri, il consigliere regionale della Lombardia, l’indagato Romano La Russa, ha avuto una infelicissima uscita a testimonianza che su questo tema, a differenza di quel che accade in tutti i Paesi più civili del nostro, c’è un’arretratezza culturale disarmante. Oggi, infine, apprendiamo che i soliti Gasparri e Giovanardi hanno scritto al Presidente della Repubblica per sollecitare un suo intervento, in qualità di Presidente del Csm, contro il giudice relatore della sentenza della Cassazione del 12 marzo 2012 – quella, per intenderci, sulla disciplina delle coppie omosessuali.

L’impressione è che si stia producendo un vero e proprio scontro istituzionale su un tema che, in altri paesi, è stato invece oggetto di un dibattito serio secondo le regole della democrazia. E dimostra ancora una volta che i politici interpretano le sentenze secondo la loro visione del mondo, senza ragionare ma, forse, senza neppure averle lette quelle sentenze.

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Subito una legge sulle unioni civili

Davanti alle farneticanti e folli dichiarazioni di Romano La Russa (il fratello di Ignazio, assessore Pdl alla Regione Lombardia recentemente indagato per finanziamento illecito ai partiti) la cosa migliore, o forse più giusta da fare, secondo me, è battersi come leoni per una legge, finalmente da paese civile ed inserito in una comunità globale, sulle unioni civili. Dove i diritti non siano un optional o un favore da corrispondere in base a logiche amorali e medievali. Sono dialettiche come queste che mi inducono a vergognarmi di essere italiano.

Le coppie gay hanno diritto a una vita familiare

Lo afferma la Cassazione in una sentenza depositata oggi.

Le coppie omosessuali, se con l’attuale legislazione “non possono far valere il diritto a contrarre matrimonio né il diritto alla trascrizione del matrimonio celebrato all’estero”, tuttavia hanno il “diritto alla ‘vita familiare'” e a “vivere liberamente una condizione di coppia” con la possibilità, in presenza di “specifiche situazioni”, di un “trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”. La sentenza di oggi della Cassazione è importantissima: fa una fotografia della realtà delle coppie lesbiche e gay, stabilendo che anche per le coppie gay devono valere gli stessi diritti assicurati dalla legge a qualsiasi coppia eterosessuale. Ormai sono diverse le istituzioni politiche, come il Parlamento Europeo, o giurisdizionali come la Cassazione, che delineano come l’assenza di leggi in Italia rappresenti un vuoto da colmare e stabiliscono principi di pari diritti.

Contro l’omofobia

Che cosa deve ancora succedere perché la politica e le istituzioni affrontino il grave problema dell’omofobia nel nostro paese? Deve succedere qualcosa di irreparabilmente grave perché ci si assuma questa responsabilità in parlamento? Credo di no. Credo che un paese che si definisce civile debba avere il coraggio di guardare negli occhi questa escalation di violenza omofoba e transfobica.

Debba saperne parlare; saper dire che sì, nel nostro paese la paura del diverso è riaffiorata con violenza e che il razzismo e l’omofobia hanno una matrice comune e vanno affrontati insieme.

Questo bisogna fare e bisogna agire. Sono relatrice della legge contro l’omofobia in discussione in Commissione Giustizia alla Camera.

Una discussione lenta.

Ora, dopo l’ennesimo episodio di violenza omofoba a causa del quale due ragazzi hanno rischiato la vita, il Parlamento sembra essersi svegliato. Per ora il Partito democratico, che per fortuna compattamente ha inserito la proposta di legge contro l’omofobia tra le sue priorità di settembre.

Ora tocca al centrodestra dire se voglia affrontare seriamente e senza ideologie il problema dell’omofobia.

E’ una legge che dovrà essere approvata da tutto (o quasi) il Parlamento. Perché è una legge di civiltà e tutti se ne devono fare carico: maggioranza e opposizione. Quei due ragazzi che qualche sera fa a Roma hanno rischiato di morire, hanno come unica colpa quella di essere se stessi.

Questo non è più accettabile. L’omofobia è lo specchio di una società, quella italiana, che ogni giorno si scopre più razzista, intollerante e chiusa.

Dobbiamo fermarci ed invertire questa rotta tutti insieme, sia dentro le istituzioni che nella società. La legge contro l’omofobia può essere un primo passo.

Contro l’omofobia, Anna Concia, Articolo 21

Chiesa e omosessualità

Chi mi conosce sa quanto sono tollerante e quanto apprezzi la “diversità”.
Diversità sessuale, intesa come omosessualità, compresa. Perchè pur essendo felicemente eterosessuale non discrimino nè criminalizzo chi ha orientamenti sessuali diversi dai miei, come purtroppo fan molti, in modo molto ipocrita, subdolo e latente.

E conoscendone alcuni, a voler essere genuinamente onesti, non si può non ravvisare in essi una dolcezza di fondo che a volte impressiona e la purezza di certi sentimenti percepibili anche dal semplice sguardo. Il mio rispetto, la mia simpatia e la mia “tutela” va a quanti vivono questa loro condizione con quella naturalezza e quella spontaneità, quella semplicità e quella educazione, pari a quelle di chi, etero, vive nella stessa limpidezza la sua quotidianità, qualsiasi cosa faccia e dica.

Perchè siamo tutti uguali. Non apprezzo, però, onestamente, quanti ritengono di dover ostentare esageratamente, con smisurata enfasi a volte, il loro orientamento sessuale, perchè cosi facendo, mi sembra, l’omosessuale si umilia rendendosi buffone e ridicolo, oggetto dello scherno ancor più volgare e inopportuno di quanti si riconoscono nell’omofobia e nella discriminazione.

Questa premessa per invitarvi a leggere con serietà e con raziocinio, l’articolo “Chiesa e omosessualità. Youtube censura“, tratto da Articolo 21, e firmato da Bruna Iacopino.

Vaticano amico del boia

Il Vaticano è contrario alla depenalizzazione universale dell’omosessualità nel mondo che la Francia si accinge a sottoporre all´Onu. Lo ha detto Celestino Migliore, il monsignore osservatore permanente del vaticano presso le Nazioni Unite, sostenuto dal prelato Federico Lombardi, che si difende dagli attacchi piovuti sul vaticano da destra e da sinistra. Tranne che dal pio Rocco Buttiglione (Udc) secondo il quale “la Chiesa si oppone a una iniziativa che intende definire per i gay uno status privilegiato“.

Secondo il vaticano “se i gay fossero inseriti nelle nuove categorie protette dalle discriminazioni, gli Stati che non riconoscono queste unioni saranno messi alla gogna con nuove implacabili discriminazioni“.

Con questa stronzata, in sostanza il vaticano appoggia i Paesi in cui discriminazione, torture e barbare esecuzioni sono la norma. La scusa ribaltata dello stato teocratico è che “i gay innocenti producono pressione e discriminazione per chi considera il matrimonio eterosessuale la forma fondamentale e originaria della vita sociale e come tale da privilegiare“.
Con questa stronzata il vaticano porge la sua mano complice ai criminali poiché depenalizzare l´omosessualità significherebbe smettere di impiccare o lapidare in piazza ragazzi, spesso processati sommariamente.

Ci sono problemi veri, lo ammetto, ma anche le dichiarazioni folli di Celestino Migliore lo sono. Per l’indotto e i nefasti riflessi che la presenza del vaticano ha nella vita sociale dell’Italia. Perché mentre l’Europa manda a fanculo ciò che dice Ratzinger, l’Italia, purtroppo, obbedisce alle “dritte“. Le ingerenze politiche del vaticano per gli italiani laici, atei e indifferenti ai dogmi religiosi come il sottoscritto, arrecano soltanto danni cronici simili a quelli di una malattia incurabile. Tabù, paura, rispetto e rassegnazione che compongono l’aura del vaticano ci inducono a tollerare il disturbo di certe campane e l’emorragia di ricercatori verso l’estero. Abbiamo donne che pagano 2 volte il dolore di un’esperienza come quella dell’aborto, e padri come Beppino Englaro che pagano il vuoto di una legislazione sul tema del testamento biologico.

Il vaticano per l’Italia è come un cancro maligno alimentato da diffuse metastasi rappresentate dalla totalità della classe politica. Al punto che l’autorità morale italiana si comporta da soggetto politico senza accettare i giudizi con criteri politici. Si appella alle norme di un supposto diritto naturale senza curarsi di come la natura si comporta nella realtà. Pretende il monopolio della “giusta ragione” senza che gli argomenti medesimi vengano trattati con lucidi ragionamenti. Il problema italiano è davvero serio con questa gentaglia in tonaca che prende un miliardo di euro l’anno dall’otto per mille. Soprattutto perché quotidiane idiozie partorite dagli ambienti vaticani, godono di visibilità smisurata sui media generalisti di regime.

Celestino Migliore, in un paese normale, verrebbe preso a sputi. Qui invece rimprovera la politica colpevole di smantellare la religione cattolica a scuola. E’ una mostruosa montatura il rispetto che stampa e televisioni di regime continuano a dare al vaticano, chiamandolo “Santa Sede” con le esse maiuscole. Dalla continua e forzata canonizzazione di media e leggi viene a galla tutta la barbarie arrecata al buon senso, la lapidazione della dignità di un popolo, l’impiccagione dell’indipendenza da parte di un’ideologia malata che produce deviazioni e pederastia ossessiva.

Mentre un tribunale americano chiama alla sbarra papa Ratzinger, sulle sue responsabilità in merito al silenzio e alla sistematica copertura dei preti pederasti, l’omosessualità, per la felicità di Celestino, è barbaramente punita ancora oggi in almeno 90 nazioni.
I gay accusati di essere tali vengono uccisi per legge in Angola, Benin, Botswana, Burundi e Iran (dove vengono puniti con 74 frustate anche eventuali minorenni che hanno subito atti sessuali). Il presidente iraniano Ahmadinejad dice che nel suo paese di boia l´omosessualità non esiste. In Mauritania, Sudan e Nigeria l’uccisione di presunti gay processati sommariamente avviene per lapidazione. In Camerun e Uganda la condanna di un gay è all’ergastolo. In Kenya, Lesotho, Malawi e Zimbabwe l’ergastolo è riservato soltanto ai gay maschi e solo quando è stata accertata la consumazione dell´atto.

Noi italioti canonizzati, senza andare tanto oltre l’uscio di casa nostra, ci imbattiamo continuamente in una pletora di pittbul con la tonaca assetati di bambini e ragazzini. Con buona pace per quei preti che ho avuto la fortuna di conoscere come uomini spinti da valori umani e spirito di solidarietà, sono costretto a chiudere il post odierno con un triste (e limitato) elenco di casi fra i più recenti. Buona lettura.

2 frati di Torino indagati per abusi su minori;
Salesiano di Udine denunciato per abusi su minore;
3 vescovi lombardi accusati di coprire a Como sacerdote pederasta;
Sacerdote molestatore lascia parrocchia a Firenze
3 preti pedofili a Fiumicino;
Firenze, Don Cantini, stupratore di minorenni “il caso non è chiuso“.

Amen.

Vaticano amico del boia, Daniele Martinelli

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