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La Revoluçao brasiliana a Bari

Ho appena ricevuto questo breve comunicato stampa. Io ci sarò.

Le Associazioni Culturali brasiliane Origens di Ana Estrela e Artevida di Erivan Sousa Dos Santos, con Jaqueline Bispo Silva e la Comunità Brasiliana, lunedì 1° Luglio 2013 organizzano un CORTEO RITMICO in solidarietà e sostegno all’attuale rivoluzione che sta coinvolgendo tutto il Brasile. Insieme, vestiti di verde e giallo, al suono delle percussioni vogliamo mostrare che il nostro paese non è solo samba e capoeira, ma anche forza e resistenza non violenta. Invitiamo ogni brasiliano, amico e amante di questo splendido paese ad unirsi a noi nella nostra camminata.

Partenza: Piazza del Ferrarese ore 10.00
Arrivo: Spiaggia di Pane e Pomodoro ore 12.00
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God bless America

God bless America

In tutti gli Stati Uniti, dopo la strage di bambini nella scuola elementare del piccolo paesino americano del Connecticut, non si parla di altro: della possibilità di ridurre drasticamente la vendita di armi. Per il regista Michael Moore, autore di Bowling for Columbine, “il modo migliore per onorare quei bambini morti è chiedere un rigido controllo sulle armi e un’assistenza psichiatrica gratuita”. Di un team davvero bravo di psichiatri ne avrebbe bisogno, forse, Larry Pratt, direttore esecutivo di Gun Owners of America, che ha contrattaccato sostenendo che più armi avrebbero impedito il massacro. “Leggi federali e statali insieme”, ha spiegato, “fanno in modo che nessun maestro, nessun amministratore, nessun adulto della scuola di Newtown avesse una pistola. Questa tragedia indica l’urgenza di eliminare il divieto di armi nelle aree educative”. Ci auguriamo, caldamente, perciò, che il manager non debba piangere un giorno la morte di un proprio familiare o amico a causa della follia di una persona instabile. Il mondo non può continuare ad essere un arco di guerra, ma deve diventare necessariamente un’arca di pace. Dobbiamo lavorare per la pace, tutti. Non abbiamo altre scelte.

Quanto vale la vita di un bambino, Barack?

Sono sconvolto. Negli Stati Uniti del riconfermato Presidente  – e Nobel per la Pace – Barack Obama, ieri, in una scuola elementare di un paesino del Connecticut a 130 km da New York, un ragazzo di circa vent’anni ha fatto una strage di bambini. Ne ha uccisi venti. Più altri sei tra docenti, preside e psicologo. Tra le vittime anche i propri genitori. In attesa di conoscere i motivi di questa ennesima follia americana, non essendo la prima volta che si verificano questi massacri dolorosi e inspiegabili, la domanda, retorica e universale allo stesso tempo già formulata miliardi di volte, è: quanti altri bambini e in generale quante altre persone innocenti devono morire inutilmente nel Paese più potente del mondo che pensa di poter “esportare la democrazia” laddove manchi? E’ democratico un Paese dove sono reiterati questi inumani atti terroristici? E’ degno di autorevolezza un Paese in cui tutto il Congresso e la stessa Casa Bianca, praticamente da sempre, a prescindere dal nome del suo inquilino, sono sotto il ricatto delle lobby delle armi? E’ civile una Nazione in cui è più facile, per chiunque, comprare un fucile che una canna da pesca? Quanto vale, negli Usa, la vita di un bambino? Barack, sai dircelo, quanto vale? Vale zero, oggi? O ha il prezzo di una pallottola? La vita di un bambino deve avere un valore inestimabile. I nostri Paesi, da tempo, non sono a misura di bambini. Se sapessimo guardare la realtà con il loro sguardo, con la loro ingenuità e la loro freschezza, con la loro semplicità ed innocenza, saremmo molto meno patetici, ridicoli, bastardi. E faremmo tutto il possibile, e anche l’impossibile, per evitare queste tragedie che non appartengono solo alla comunità americana, ma a tutti quelli che nel mondo sognano un mondo migliore. Oggi il dream americano ha lasciato spazio al peggior incubo che, però, si sta vivendo ad occhi aperti. Occhi tristi e gonfi di lacrime di dolore.

Fight Aids!

Oggi è la giornata mondiale di lotta contro l’Aids.

lotta all'aids

Aids

Lotta alla povertà, male l’Italia

Lotta alla povertà, italia fanalino

Bari con il Sud del mondo

COMUNICATO STAMPA: ActionAid e l’Università degli Studi di Bari. “Nuovi percorsi per la cooperazione allo sviluppo”

Bari, ActionAid e l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” terranno un seminario sulla cooperazione allo sviluppo dalle ore 09.45, nella Sala delle Lauree “V.Starace” della Facoltà di Scienze Politiche. ActionAid, organizzazione internazionale che lavora da quarant’anni per eliminare povertà, fame e ingiustizia, e l’Università degli Studi di Bari promuovono il dibattito: “Bari con il Sud del mondo. La cooperazione allo sviluppo alla ricerca di nuovi percorsi”, nell’ambito dei Seminari di Scienze Politiche.

Damiano Sabuzi, Policy Officer di ActionAid presenterà la sesta edizione del Rapporto di ActionAid sull’Aiuto Pubblico allo Sviluppo dell’Italia: “L’Italia e la Lotta alla Povertà nel mondo. 2008-2012 cinque anni vissuti pericolosamente”. Con questo rapporto indipendente ActionAid fornisce una valutazione sul mantenimento degli impegni sottoscritti dal nostro paese rispetto a iniziative di lotta alla povertà nel mondo. In particolare il rapporto analizza l’ultima legislatura alla luce del peso della cooperazione italiana nei Paesi in via di Sviluppo, nella comunità dei donatori e nella politica internazionale.

Seguiranno interventi dei rappresentanti di alcune delle ONG (organizzazioni non governative) e delle Onlus presenti a Bari che si occupano da più tempo di cooperazione internazionale allo sviluppo: Amani, Ciss, Kenda e Promond. Partendo dalla loro esperienza e professionalità acquisite con il lavoro ‘sul campo’, queste ultime parleranno di argomenti che possano aprire un dibattito su quali sono i nuovi percorsi da intraprendere per la cooperazione internazionale allo sviluppo.

Don Tonino, mi manchi tanto!

Il 20 aprile 1993 moriva a Molfetta Don Tonino Bello. Un prete ed un uomo straordinario che non ho mai avuto il piacere di ascoltare dal vivo e di incontrare fisicamente, ma che ho imparato a conoscere e ad amare attraverso il racconto di chi lo ha incrociato nel proprio destino, e mediante le sue parole. Ha fatto del Vangelo il suo pane quotidiano, lo ha praticato quotidianamente con una coerenza mirabile, ostentando un’ umanità e una prossimità rare. Il prossimo o l’Altro era per lui uno specchio nel quale bisognava riflettersi, per poter lealmente e gioiosamente esaltare quella “convivialità delle differenze” per cui ciascuno poi può diventare “un’arca di pace e non un arco di guerra”. A questo proposito, è notissimo il suo impegno a favore dei migranti e degli ultimi. In particolare colpì profondamente per la sua tenacia all’inizio degli anni ’90 quando la Puglia fu invasa dagli albanesi. Lui predicò il valore dell’accoglienza. Il dono dell’incontro. Da vivere senza pregiudizi di sorta. Oggi il suo esempio, la sua bontà, la sua umanità, il suo carisma, sarebbero utilissimi in questa società logorata dagli egoismi e dagli individualismi, sfibrata da una carestia valoriale e di moralità in ragione della quale l’Altro è quasi criminalizzato per definizione e nessuno sa parlare con sincerità al cuore delle persone. Non alla testa o alla pancia. Al cuore. E questo si traduce, per la mia generazioni e per quelle ancora più giovani, in una mancanza di speranza e di fiducia verso il futuro. La nostra catarsi sociale può avvenire, senza perdersi d’animo, anche facendo tesoro dei suoi insegnamenti e restituendo dignità all’umanità che costituisce la nostra quotidianità.

Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita. Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati. A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche Tu abbia un’ala soltanto; l’altra la tieni nascosta, forse per farmi capire che Tu non vuoi volare senza di me: per questo mi hai dato la vita, perché io fossi tuo compagno di volo. Insegnami, allora, a librarmi con Te, perché vivere non è trascinare la vita, non è strapparla, non è rosicchiarla, vivere è abbandonarsi come un gabbiano all’ebbrezza del vento. Vivere è assaporare l’avventura della libertà. Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia  di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te. Ma non basta saper volare con Te, Signore. Tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il fratello e aiutarlo a volare. Ti chiedo perdono, perciò, per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi.

E’ bello ciò che è pace

E’ Natale

E’ Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano.

E’ Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro.

E’ Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi ai margini della società.

E’ Natale ogni volta che speri con quelli che disperano nella povertà fisica e spirituale.

E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.

E’ Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri.

Un caro saluto a Teresa Sarti


Il dibattito sulla libertà d’informazione ferve, lo so. Ci tornerò tra poco. Ora però ho l’urgenza di salutare da qui con vero dolore Teresa Strada, la moglie di Gino, anima di Emergency. Se ne è andata dopo una lotta serena e faticosa. Io ne ricorderò sempre la dolcezza e la disponibilità verso chiunque avesse bisogno di lei. E la coraggiosa determinazione con cui si è battuta per i tanti obiettivi e le tante campagne dell’associazione. Penso che nell’Italia limacciosa di questi decenni la sua presenza sia stata una specie di gemma, non riesco a trovare una parola più appropriata. A Gino un abbraccio carissimo, che penso sia condiviso da tutti i blogghisti più affezionati (si può andare sul sito di Emergency, comunque, per un saluto pubblico). Accidenti però, è davvero inutile cercare una proporzione nei fatti della nostra esistenza…
(Nando dalla Chiesa)

Ciao Teresa. Con dolore

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