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Appello alla N’drangheta per salvare Pino Masciari

(Salvatore Borsellino, Pino Masciari, Benny Calasanzio)

Nel mio primo post di oggi parlo di Olmert e della sua onestà in contrapposizione a Berlusconi e alla sua taroccata e plastica (è completamente rifatto, non ha più un cmq di pelle sua) disonestà.

Ma prendendo spunto da questa splendida fotografia nella quale sono raffigurati tre diversi modelli di cittadinanza, tutti esemplari per la loro integrità, ritorno a parlare di Pino Masciari e di quello che è accaduto in questi ultimi giorni.

Venerdi avevo diffuso un comunicato stampa nel quale si illustrava come l’attuale Sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, come Presidente del Servizio Centrale di Protezione, aveva revocato, il giorno prima, la scorta e la protezione al Testimone di Giustizia Pino Masciari.

Questo provvedimento, come si evince dal video sotto riportato, non significa solo che viene dato in dono alla ‘ndrangheta un uomo che non si è risparmiato di attaccarla e di denunciarne le collusioni con i poteri deviati dello Stato, ma che allo Stato non interessa minimamente proteggere un suo cittadino simboleggiando chiaramente come intenda affrontare la questione della criminalità organizzata.

Pino Masciari in questi giorni ha incontrato associazioni e amministrazioni locali di alcune città che lo avevano invitato da tempo e piuttosto che rinunciarvi, facendosi piegare dalle intimidazioni di un infame, vi si è recato scortato da alcuni ragazzi qualunque, senza mitragliette e senza alcuna protezione, consci del rischio a cui vanno incontro.

Benny Calasanzio, persona che stimo moltissimo, ha scritto una riflessione, dal titolo “Il mandante Mantovano“, che suggerisco di leggere.

Ma con ancor più sgomento, rassegnazione, amarezza, dolore, sentimenti che solo un famigliare di una vittima di mafia sa comprendere bene per averli vissuti sulla sua pelle, ieri, Benny ha scritto un appello particolarissimo, dall’intensità struggente quanto dall’assoluta e totale condivisibilità, dal titolo “Appello alla ‘ndrangheta per salvare Pino Masciari“, altresì da leggere.

Nel ringraziarlo infinitamente per questa sua sincera solidarietà e per questa sua encomiabile virtù, dono ormai raro, invito tutti, ma proprio tutti, quelli che dentro di loro sentono ancora un fuoco quando si parla di Giustizia e sentono divorati il briciolo della propria coscienza da questi avvoltoi che ci stanno logorando l’anima e l’identità, a non lasciare da solo Pino Masciari e la sua famiglia.

http://www.pinomasciari.org

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Mantovano revoca la scorta a Pino Masciari

Siamo al delirio!

Oggi più che ieri.
Qui si sta seriamente oltrepassando ogni tollerabile soglia di decenza e di dignità.

Non so quanti conoscano il Testimone di Giustizia (promemoria per i distratti: i Testimoni di Giustizia sono soggetti che dopo aver denunciato un omicidio, un’estorsione, un grave atto di illegalità, vivono sotto scorta e sotto protezione evitando cosi che siano ammazzati da coloro i quali vengono denunciati e arrestati; sono soggetti diversi dai Collaboratori di Giustizia, o meglio noti come Pentiti, i quali già in galera per reati come mafia, usura, omicidi, decidono di collaborare con lo Stato consentendogli di arrestare coloro i quali prima erano loro complici) Pino Masciari, nonostante sia stato da me più volte citato in questo blog, con apposite discussioni, non solo perchè fieramente mio Amico, ma perchè Pino ha più volte testimoniato con la sua vita quale modello esemplare di cittadinanza dovrebbe esserci nel nostro Paese.

Un modello basato non solo su Giustizia e Legalità, ma anche sui valori della Famiglia, dell’Etica, della Responsabilità dei comportamenti.

Pino Masciari ha un sito/blog dove i suoi Amici si incontrano e si raccontano come e quanto sia bello condividere e vivere in quell’ irrinunciabile profumo di libertà al quale non rinuncieremmo mai, soprattutto oggi dove l’insanabile puzza del malaffare e dell’illegalità regna sovrana.

Oggi ho ricevuto il seguente comunicato stampa, che condivido immediatamente in questo spazio di discussione non solo perchè la reputo una notizia importante che non può restare sotto silenzio ma perchè confido che ciascuno possa responsabilmente e saggiamente trasferirla sul proprio blog o inoltrarla per mail a tutti i propri conoscendi facendo, per una volta, una “catena” utile e seria che nulla ha da spartire con le stronzate che spesso girano per mail.

Comunicato Stampa
Amici di Pino Masciari

Mantovano revoca la scorta di cui usufruiva Pino Masciari in occasione degli incontri Pubblici organizzati da Istituzioni, Scuole, Associazioni e Gruppi Sociali finalizzati a d un percorso di Legalita’ e Giustizia.

Nella giornata di giovedì 18 settembre 2008 il presidente della Commissione Centrale di Protezione, Alfredo Mantovano, ha comunicato al testimone di giustizia Giuseppe Masciari per tramite del Servizio Centrale di Protezione- Roma, la revoca della scorta per i suoi spostamenti, autorizzandolo “a muoversi in autonomia” da solo e con mezzi propri.

La decisione del sottosegretario all’Interno Mantovano è intimidatoria: da un lato non considera più i rischi che gravano su un testimone di giustizia, in virtù delle sue denunce; dall’altro “autorizza” gli spostamenti di Pino, come se la vita dei testimoni potesse essere decisa da chi invece deve garantirne la protezione.
Già in passato l’onorevole di AN, nello stesso ruolo, aveva prima considerato a rischio la vita di Pino e della sua famiglia tanto da non autorizzare il rientro in località di origine, nemmeno per i processi. Allo stesso tempo però gli impose l’esclusione dal programma di protezione considerando terminata la sua funzione di testimone di giustizia. La Commissione Antimafia nella Relazione sui testimoni di giustizia approvata all’unanimità il 20 febbraio 2008 ha evidenziato le criticità in materia.

Mai complici di Mantovano

Noi, Amici di Pino Masciari, non vogliamo essere complici di queste decisioni politiche che riteniamo gravi segnali, specchio di come si vuole gestire la lotta alla criminalità organizzata.
Solo qualche mese fa, in occasione dell’uccisione di Domenico Noviello, imprenditore campano che aveva denunciato il racket, Mantovano si pronunciò a favore della funzione educativa dei testimoni di giustizia indicando il loro intervento nelle scuole come strada da intraprendere per combattere la cultura mafiosa.
Pino Masciari da diversi anni ha intrapreso questo percorso di testimonianza della sua storia; la scorta revocata non gli garantisce la sicurezza nei viaggi che affronta per incontrare le Istituzioni Locali, i ragazzi delle scuole di tutta Italia, le Associazioni Antimafia e Gruppi Sociali, che lo invitano come esempio di Resistenza alle mafie.

Pino Masciari mai solo

Vogliamo restare accanto a Pino Masciari ed alla sua famiglia.
Per questo, in quanto Amici di Pino Masciari, decidiamo di cominciare la nostra protesta non violenta: come già abbiamo fatto in passato, lo accompagneremo noi, ispirandoci alla difesa popolare non violenta, ai Corpi Civili di Pace, ai PBI (Peace Brigades International).
Lo accompagneremo alle assemblee, agli incontri pubblici, affinché sia testimone del suo alto senso dello Stato e della Giustizia, ma se sarà necessario lo accompagneremo anche ai processi, perchè Pino Masciari continua ad essere un Testimone di Giustizia.
Noi abbiamo scelto da che parte stare.

Legge 457/2001- Art.10. 2 ter- Sono coperti dal segreto di ufficio oltre alla proposta dell’Art.11, tutti gli atti e i provvedimenti comunque pervenuti alla Commissione Centrale, gli atti e i provvedimenti della commissione stessa, salvo gli estratti essenziali e le attività svolte per l’attuazione delle misure di protezione. Agli atti e ai provvedimenti della Commissione, salvo gli estratti essenziali che devono essere comunicati a organi diversi da quelli preposti all’attuazione delle speciale misure di protezioni, si applicano altresì le norme per la tenuta e la circolazione degli atti classificati con classifica di segretezza adeguata al contenuto di ciascun atto.

Storie di ordinaria follia

Più passano i giorni e più dall’esterno arrivano dei pericolosi fendenti da parte degli “assalitori dello Stato” che ci costringono a credere che alcuni di questi “quasi si divertono”, masochisticamente, a produrre in noi livelli di indignazione sempre più elevati che determinano conseguentemente soglie di sopportazione sempre più basse con scenari sempre più neri e ombrati.

In questo blog in un paio di occasioni si è parlato del Testimone di Giustizia Pino Masciari (con riferimenti sia alla sua biografia sia alla sua vicenda giudiziaria dal forte impatto sociale) issandolo a modello esemplare di cittadinanza virtuosa per il Suo splendido coraggio di denunciare le collusioni tra i diversi poteri deviati dello Stato che hanno contribuito, attraverso la ‘ndrangheta, a distruggergli la vita trasformandolo in un “vero” clandestino da circa 12 anni.
A seguito di un articolo di Carlo Vulpio sul Corriere della Sera di ieri, oggi il Ministro dell’Interno ha diffuso, per mezzo stampa, la seguente nota nella quale critica i contenuti del suddetto articolo mostrando una verità “leggermente” diversa da quella contingente.
La replica del nostro amico Pino, dettagliata, precisa, puntuale, impeccabile dal punto di vista anche tecnico – giuridico, tratta dal suo sito, è possibile leggerla in questa nota.
Giusto che ciascuna delle parti in causa esprima il proprio punto di vista, ma è davvero insopportabile la capacità di ribaltare i Fatti, o peggio di trasformare in essi delle Opinioni e che queste siano enfatizzate da diffusi sistemi eversivi di psuedo comunicazione.
Viene strumentalizzato e barbarizzato il dolore e la disperazione di intere famiglie che da decenni vivono nell’ombra, nel silenzio, nell’anonimato con la plausibile possibilità di non riconoscersi più in alcuna identità e di conseguenza resi ancor più responsabili per aver avuto fiducia in uno Stato che li ha abbandonati dopo aver fatto il loro dovere, ossia quello di denunciare la criminalità organizzata cosi connaturata nelle forme del potere.

Restando su vicende appositamente “non massmediaticamente note”, come non restare allibiti, ancora una volta, dalla capacità seduttiva del nostro Viagrusconi che, per mezzo di soldi anche pubblici, ha cercato di rendersi simpatico ad una altra “signorina dello spettacolo”, tale Virginia Sanjust, ex annunciatrice di Raidue, naturalmente anche lei dalle indubbie professionalità, che è ricompensata per la sua “disponibilità” con bracciali di diamanti, ville e altri umili doni, cosi come ci viene raccontato dall’Espresso?

Come non restare perplessi nell’apprendere che il Presidente della Repubblica, tanto contestato da Grillo un paio di giorni fa (con la solidarietà espressagli tanto dalla politica in modo bipartisan ma anche da quella componente della cittadinanza delusa dalle espressioni del comico genovese ritenute esagerate e inadeguate rispetto all’oggetto della manfestazione), si appresta a firmare il Lodo Alfano o il Dolo Berlusconi atto a immunizzare il Presidente del Consiglio da ogni processo a Suo carico ad opera di quei magistratacci comunisti che lo perseguitano non avendo altra ossessione all’infuori di lui?

Come non avere rabbia nei confronti di un Ministro dell’Interno che, dopo i deliri causati in Italia a causa dell’incapacità di rispettare le leggi in materia di Sicurezza per i Testimoni di Giustizia, come ho detto prima, contesta e si permette di indignarsi per le decisioni del Parlamento Europeo che ha bocciato la misura xenofoba, razzista e vergognosamente discriminante da lui avanzata, ossia quella di prendere le impronte digitali di tutti i Rom, anche dei bambini, e degna solo di un Paese che vuole ripristinare i campi di concentramento per etnie diverse da quella padana?

E come non insorgere nell’apprendere che finalmente in Spagna hanno arrestato Victor, l’uruguaiano che ha confessato di aver ucciso Federica Squarise, soffocandola, mentre era drogato e alcolizzato? Come non perdere il controllo nell’apprendere che questa bestia è stata denunciata dai suoi amici che sconvolti da tanta violenza hanno preferito parlare piuttosto che assumere un comportamento omertoso da mafiosi che solo in Italia verrebbe visto “da eroi” ? (Mangano docet..) Come trattenersi dall’andare in Spagna e fargli, sicuramente sbagliando, quello che lui ha fatto a una persona innocente che voleva solo divertirsi e che invece è stata inspiegabilmente ammazzata? Chi risarcirà i genitori di Federica per la sua scomparsa? Chi li solleverà dal dolore infinito che staranno provando e che forse mai potrà sopirsi?

Che qualcuno mi punga e mi dica che sto sognando, che quello che stiamo vivendo, cari amici, è soltanto un incubo, il peggiore degli incubi, e che presto tutta questa angosciante realtà svanirà via e lascerà finalmente il posto a delle incontaminate stagioni di legalità e di giustizia.

Che qualcuno mi spinga ad avere ancora fiducia in questo paese, nel suo popolo, nello Stato inteso come istituzione, in questa dannata Società che si sta smantellando sotto i colpi di un martoriante bombardamento, in questa vita che ancora vale la pena di divere e per la quale provare brividi di gioia ed esaltanti emozioni..

Per far si che non continui a credere che l’Italia sia ormai da tempo il Paese dove le uniche leggi a cui tutti rispondono volentieri siano quelle della prostituzione parlamentare, della corruzione costituzionale, dello spaccio ed uso di sostanze stupefacenti per questi supereroi che hanno scambiato il Parlamento per il carcere di Alcatraz e il nostro Paese per una di quelle discariche che vorrebbero ripulire senza sapere che i veri rifiuti tossici e le verie scorie radioattive sono loro.

Pino Masciari. Uno di noi

Torno ad occuparmi del Testimone di Giustizia e Amico vero Pino Masciari, la cui storia è spiegata benissimo nel suo sempre più interessante e aggiornato blog, per l’assoluta necessità d non abbassare mai la guardia davanti a certi problemi, non affidare al silenzio le nostre speranze e non farci condizionare da cosa succede tutti i giorni.

Pino Masciari è un Testimone di Giustizia calabrese che da circa 12 anni vive come un prigioniero in una località fintamente protetta per aver denunciato e fatto arrestare ‘ndranghetisti, magistrati e politici collusi che lo intimidivano e lo minacciavano di pagare il pizzo per non vedere compromesso il successo e l’equilibrio delle sue floridissime imprese edili.

Ne è stato vittima fino a quando ha detto Basta!

Di Pino e della sua incredibile storia, dell’ennesima e vergognosa anomalia tutta italiana, scrissi ai primissimi di maggio, quando aprii questo blog, proprio per far capire a chi mi leggeva quale doleva essere l’impronta etica che speravo questo diario potesse avere.

Vi riporto, in una breve rassegna stampa, alcuni recentissimi articoli su di lui che spero possiate leggere dopo aver riflettuto sui precedenti collegamenti condivisi:

Il Testimone di Giustizia più importante di Italia
La Locride con Masciari
Petizione per Pino

Infine, qualora lo crediate e la riteniate una valida espressione di civilità, di democrazia e di partecipazione popolare, chiunque ha la facoltà e la possibilità di copiare il seguente testo, una lettera al Neo ministro dell’Interno, On. Roberto Maroni, e di spedirla all’indirizzo di mail indicato, proprio per ricordare la bontà dell’azione del cittadino italiano che non solo non accetta i ricatti dei mafiosi ma che tende gelosamente a proteggere chi per lo Stato si batte e soffre da anni senza alcuna ricompensa e gratitudine.

All’attenzione del Ministro degli Interni

On.le Roberto Maroni

Io sottoscritto cittadino Italiano, che crede ancora nei veri valori come la giustizia e la legalità, sono sconcertato perché a conoscenza della grave e vergognosa condizione in cui si trova Giuseppe Masciari e la sua famiglia, di cui illustro brevemente la storia:

Giuseppe (Pino) Masciari è un imprenditore edile calabrese di Serra San Bruno (Vibo Valentia), nato a Catanzaro nel 1959.

E’ sottoposto a programma speciale di protezione da parte del Ministero dell’Interno dal 18 ottobre 1997, unitamente alla moglie Marisa, medico odontoiatra, e ai loro due figli Francesco e Ottavia di 13 e 11 anni, in seguito alle sue denunce, facendo nomi e cognomi contro la ‘ndrangheta e parte delle sue collusioni politiche e infiltrazioni all’interno delle istituzioni.
Purtroppo per loro è iniziato un calvario che sembra non aver fine, nonostante siano passati 11 lunghi anni.

Da allora, ne lui ne la moglie lavorano più, hanno perso tutto, sono costretti a vivere esiliati in una località lontana nella quale vivono con la paura del pericolo di attentati alle loro vite.

Il programma di protezione è cessato come pronunciato nella delibera della Commissione Centrale ex art.10 L.82/91 il 27 ottobre del 2004, avverso cui è stato formulato ricorso presso il T.A.R. del Lazio. Ad oggi non vi è stato alcun seguito, nonostante la legge preveda la pronuncia di una sentenza entro i sei mesi.

Perché per la famiglia Masciari non si intravede una soluzione concreta per la propria vita, in termini di sicurezza e lavoro?

Nonostante tutte le sue vicissitudini affrontate in questi lunghi anni, Pino Masciari, con l’alto senso dello Stato che lo contraddistingue, continua ad affermare di essere fiero ed orgoglioso di aver denunciato e fatto il proprio dovere di cittadino italiano, nel pieno rispetto della Costituzione e delle Istituzioni.

Ma come si può chiedere alle vittime del racket di esporsi contro le mafie quando di fronte hanno la realtà del caso Masciari che attende giustizia da oltre 11 anni?

Pino Masciari è l’emblema di un’Italia che non si arrende all’illegalità, di un’Italia sana, che ha voglia di rinascere pulita. E’ un esempio che lo Stato Italiano deve rendere forte quale messaggio concreto di lotta alla criminalità organizzata.

La sua situazione è già nota alle Commissioni Parlamentari Antimafia delle ultime due legislature di Governo, la XIV e la XV, che hanno redatto delle relazioni e dalla cui verifica è sempre emersa la fondatezza delle ragioni di Pino Masciari: la necessità di garantire sicurezza a lui e alla sua famiglia, nonché la necessità di reintegro all’attività lavorativa precedente alla denuncia, come del resto previsto dalla Legge 45/2001.

Una vasta rete di associazioni e liberi cittadini accomunati dallo spirito di legalità e rispetto delle Istituzioni lo sta sostenendo ed accompagnando in questo difficile percorso vegliando sulla vita di questa famiglia.

Visto gli inquietanti avvenimenti di cronaca, di imprenditori e persone che hanno denunciato affidando la propria vita allo Stato e sono divenuti vittime della vendetta della criminalità organizzata, siamo seriamente preoccupati perché non vogliamo che questa famiglia diventi ulteriore vittima e innocente sacrificio di una storia già vista.

Signor Ministro Le chiedo di prendere provvedimenti urgenti sulla vicenda di Pino Masciari e della sua famiglia, di riceverlo per trovare una soluzione definitiva che dia dignità a questa famiglia, agli onesti cittadini e renda onore allo Stato Italiano.

Persone come Pino Masciari devono essere un esempio per tutti e lo Stato, da Lei rappresentato, ha il dovere di tutelarlo maggiormente per permettere a lui e alla sua famiglia il ritorno ad una vita normale.

Confido in un suo sollecito intervento e colgo l’occasione per augurarle un buon lavoro.

Cordialità

Data ______ Città__________ Firma

L’indirizzo mail (copiate/incollate) di Roberto Maroni è: maroni_r@camera.it

Grazie

Riflessioni varie al rientro a casa

Stamattina stavo pensando a come riprendere contatto col blog e a quali mie riflessioni, tante, dare la precedenza dopo la scoppiettante parentesi in Toscana nel corso della quale ho avuto lo straordinario piacere di conoscere Nando dalla Chiesa.

Alla fine, essendo ancora stordito dalla stanchezza di un viaggio, quello di ritorno di ieri, nauseante per il congenito malaservizio offerto da Trenitalia che mi ha sequestrato per quasi 4 ore nella stazione di Caserta con altre 250 persone circa, ho preferito abbandonarmi ad istintive considerazioni su come, da “turista”, ho visto negli ultimi giorni un Paese che sento sempre più meno mio.

Tante suggestioni mi hanno attraversato in questi giorni la mente: l’imminente Festa della Repubblica del 2 Giugno (naturalmente non più una cosa seria come in passato), la presenza degli amici di Libera Piemonte e di qualche Meetup di Grillo a Casal di Principe, il 1° Giugno, per commemorare sulla sua tomba il Testimone di Giustizia assassinato dalla camorra Domenico Noviello alla presenza anche di altri Testimoni ancora in vita come Pino Masciari a dimostrare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, l’oblio in cui vertono questi “nuovi eroi moderni”, lo sconforto imperante nei cittadini campani a causa della procrastinata “emergenza” Rifiuti, le colossali inadempienze di un Sistema dell’Informazione che non informa su niente non facendo altro che propagandare e volantinare verità effimere e avulse da ogni plausibile contesto sociale, un Governo che nelle prime settimane di legislazione ha fatto più danni di un regime comunista cinese che opera da anni mentendo al “Popolo Sovrano” sul Decreto Sicurezza (si parla di immigrazione clandestina come reato e nel testo del decreto l’unico reato citato è quello di Ingresso..), sul nuovo disegno criminoso, attraverso i dipendenti ad aziendam presenti in Parlamento, per salvare Rete4 dal satellite che comporterà per noi cittadini tutti una sovratassa, valida retroattivamente dal gennaio 1° gennaio 2006, di circa 350 mila euro al giorno per non essere riusciti a smantellare come Paese la legge Gasparri, giudicata incostituzionale e illegittima, oltre ad una nuova possibile infrazione da parte della Commissione Europea in quanto lo Stato Italiano, con le sue leggi, non ottempera, non recependole correttamente, al Diritto Comunitario e alle sue norme.

Con simili angoscianti preoccupazioni, in un altro Paese, un cittadino “medio” dove non fosse riuscito con il potere della Democrazia ad allontanare questa Cosca di parlamentari indegni e spregiudicati, campeggiati da un Presidente della Repubblica che sa solo “auspicare”, forse , dove non potesse emigrare, avrebbe chiesto di essere rinchiuso in un dimenticato manicomio per non continuare a subire quotidiane violenze, ma da noi i manicomi sono chiusi e quindi ci tocca essere stuprati ogni giorno subendo passivamente i ricatti di questa collaudata Banda Bassotti (vista la statura del Presidente del Consiglio, direi che è appropriato come termine per indicare la sua truppa di servi) che ha annullato, drogandola completamente, anche attraverso le sue televisioni, la coscienza civica riducendo il Popolo Sovrano in Popolo Schiavo che rifugge e trasfigura non solo la sua Memoria ma anche la sua Storia e dignità.

Ero a Caserta, dicevo all’inizio, e mentre dentro di me si agitavano confusamente, come venti impazziti, tutte queste correnti che hanno sprigionato in me solo una tumultuosa voglia di ribellione, oltre che di profonda amarezza e desolazione per come ci si trovi sempre più in un pozzo senza fondo, da cui la risalita, se ci sarà, sarà molto difficile pure per la poca luce presente nel tunnel, di fronte a me, nei bagliori della città campana, osservavo questi cumuli di monnezza con in lontananza altri anonimi e identici ammassi di sporcizia e di rifiuti che non chiedevano, idealmente, che essere sottratti alla gogna mediatica di questo periodo per essere loro semplici vittime della camorra presente contestualmente nelle Stanze del Potere prima ancora che in quelle domestiche dei boss da dove vengono ordite trame incredibili, l’ultima delle quali ha previsto un nuovo omicidio nei confronti di Michele Orsi, reo di aver collaborato con la Giustizia campana in attesa dell’avvio del processo Spartacus, tanto famoso quanto ignorato dai media nazionali.

Trame che indirettamente prevedono la medesima fine per tutti quelli che osano contestare la loro egemonia territoriale e la loro cultura fatta di clientelarismi, favoritismi e complicità ripugnanti, per quelli che parlano, per quelli che confidano, per quelli che non preferiscono l’omertà, per quelli che sono pronti a minare la loro credibilità e a sovvertire ogni facile pronostico in base al quale loro debbano vincere e lo Stato soccombere.

Se posso dare un suggerimento ai primi industriali del paese, cioè ai camorristi (visto che producono quasi 98 miliardi di euro di fatturato annuale con i loro traffici), gli direi che è inutile che continuano ad accanirsi sullo Stato mietendo altre vittime e compromettendo i loro affari dovendo subire ipocrite comparsate dei politici durante le cerimonie commemorative del morto di turno nelle loro zone, pasticciate dai loro pidocchiosi messaggi, col rischio di rallentare le vostre produzioni: avete vinto, lo Stato Italiano è morto, non esiste più, è in macerie come i campi rom di Ponticelli, sbriciolato come le lamiere di un’automobile fatta esplodere, intossicato dai suoi eccessi come dalle tossine emergenti dalle vostre discariche, drogato dall’incapacità dei vostri complici che non hanno imparato bene il mestiere ripetendo periodicamente e in modo alienante il copione che hanno imparato a memoria, prostituito con i loro soldi e con i loro interessi privati come voi fate con le vostre ragazze sulle strade usate anche per adescare nuovi e rampanti spacciatori e futuri capiclan.

Poi pensate, chi ve lo avrebbe mai detto, avete anche un Presidente della Repubblica che “monita” e “auspica“, contento per il rinnovato dialogo politico tra le principali fazioni presenti nel Carcere di Montecitorio e nella sede distaccata presente a Palazzo Madama (sono luoghi incantevoli, direi che presto potrebbe esserci bisogno anche di voi) che senza saperlo vi sta autorizzando a impegnarvi ulteriormente in quanto da voi dipende il Pil e il benessere del Paese.

Un’unica cortesia: la prossima volta che sfondate il Sistema Italia, fatelo, se potete, più in silenzio senza ammazzare nessuno, tanto non vi serve per vedervi confermati anche come leader politici, oltre a non lasciare delle famiglie nella disperazione, che ho un gran mal di testa e vorrei riposare un pò.

Magari quando mi sveglio qualcuno tirandomi un pizzicotto mi dirà che ho dormito a lungo e che tutto quello che mi sono immaginato di vedere non erano che degli incubi perchè la realtà invece è molto migliore..

Grazie

Pino Masciari

Oggi, dopo le premesse dei giorni scorsi, lancio ufficialmente questo blog “nella sfera dell’informazione”, parlando di Pino Masciari.

Mi sarebbe facile indicare a tutti quelli che ancora non lo conoscono, il suo sito e la pagina nella quale si presenta e parla di sé, ma probabilmente per quello che questa persona riesce ad emanare e a trasmettere, non sarebbe mai abbastanza.

Pino e la sua famiglia, composta splendidamente dalla moglie Marisa e dai figli Ottavia e Francesco, da quasi 12 anni, da quando è cominciato il loro calvario, sono stati abbandonati da uno Stato che non ha riconosciuto in questa famiglia una risorsa incredibile e preziosa per la lotta alla ‘ndrangheta e alla criminalità organizzata calabrese.

Pino infatti con coraggio ha sfidato l’impero criminale calabrese per vedere non offesa la sua dignità di cittadino pulito, onesto e rispettoso delle regole dello Stato e di ogni Istituzione.

Si è rifiutato di pagare il pizzo, di accettare ancora la cultura delle estorsioni e dei ricatti, di sottostare a certe logiche consunte e impregnate di mala società con il potere politico colluso con quello economico, giudiziario e mafioso.

Ha detto Basta!

Ha detto basta all’omertà e al silenzio, ha detto basta alla mafia, ha detto basta a tutto quello che divora un popolo, ha detto basta a tutto quello che priva la gente onesta dell’ossigeno per vivere secondo legalità e giustizia, ha detto basta.

Ma in questo basta, nonostante un profondo sgomento per una situazione che dopo tanti anni ancora non vede la luce, Pino e la sua famiglia non hanno mai perso il senso dello Stato, i suoi valori, non hanno mai preteso da esso con superbia e arroganza nulla se non giustizia, se non rispetto, se non riconoscenza da parte di uno stato che invece li ha incredibilmente e ignobilmente abbandonati come se meritassero per tanti anni questo destino, di vivere come ladri, come reclusi in una località protetta ma isolata dalla vita e dal mondo, come se a loro toccasse la sorte che dovrebbe invece accadere a quelli che loro hanno denunciato.

I nostri politici ad ogni campagna elettorale fanno grandi proclami e paradisiache promesse sentenziando sul loro impegno nella lotta ad ogni forma di violenza, di illegalità, di mala giustizia, consapevoli loro stessi che nulla di quello che dicono potrà trovare mai riscontro nella realtà fino a quando il marcio sarà presente nelle stesse stanze del Potere, se al termine politico il cittadino sensibile, consapevole e informato sarà costretto ad associare inevitabilmente anche il sinonimo mafioso (sottolineo altresì e fortunatamente come non siano tutti cosi quelli che entrano nel Parlamento, ma fino a quando questa minoranza sarà sempre molto risicata, la maggioranza di essi, mai come in questi casi bipartisan, potrà esercitare il potere come meglio crede..).

Pino Masciari merita di tornare ad essere un cittadino come tanti, come tutti noi, con una identità recuperata e non ancora violata, denigrata e offesa da chi non li riconosce una serie di virtù incredibili e oggi assenti in una buona maggioranza della popolazione italiana che sta preferendo il quieto vivere ad azioni di coraggio e di ripristino della legalità.

Dal 31 marzo fino allo scorso giovedi 1 maggio, Pino Masciari e Roberto del Meetup degli amici di beppe grillo di torino, sono stati in calabria, i primissimi giorni da soli e senza alcuna protezione, per denunciare in questo modo estremo e profondo l’assenza di attenzione verso il suo caso ma ancor più grave la percezione che di lui e del suo caso alla politica tutta, a questa malsana classe politica, interessi poco o nulla perchè è più facile estromettere una sola persona dalla quotidianità piuttosto che sdradicare dalla propria terra quell’erbaccia che l’avvelena e la deturpa moralmente, socialmente e culturalmente in ogni attimo disponendo di un potere dato dalla violenza, dall’odio, dal sangue delle armi.

Ma Pino nell’ultimo anno, grazie alla Rete, non è più solo perchè ha trovato tantissime, ma davvero tantissime persone che si sono affezionati a lui, alla sua famiglia, che lo hanno issato a modello esemplare di correttezza e di probità, che patiscono quando lui patisce e che gioiscono quando lui gioisce, essendo la sua voce e il suo megafono per l’italia, contribuendo a sensibilizzare e a testimoniare presso quanta più gente possibile che una inversione è possibile, che la Rete se si muove e agisce collettivamente può fare tantissimo per superare certi scogli e arginare certe piaghe.

Siamo in attesa di conoscere se e quali sviluppi ci sono stati dal suo incontro, tenutosi venerdi 2 maggio, con il Vice Ministro uscente dell’Interno Marco Minniti che aveva la delega ad occuparsi dei testimoni di giustizia con la speranza di non essere ancora una volta delusi da una politica che sta amaramente testimoniando di essere lontanissima dalla realtà del paese.

Pino ti vogliamo bene e ti seguiremo sempre.

Non mollare mai.

Se vince Pino, vinciamo tutti.

Indiano

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