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Le imprese del Sud

Hanno, a causa della presenza della criminalità organizzata, maggiori costi diretti ed indiretti. Lo ha comunicato il vicedirettore generale della Banca d’Italia Anna Maria Tarantola (nel suo ultimo giorno di lavoro essendo stata poi successivamente nominata dal Premier Monti Presidente della Rai).

I costi diretti e indiretti della criminalità per le imprese valgono il 2,6% del Pil nel Sud e l’1% dello stesso Prodotto interno lordo nel Centro-Nord. I costi vengono calcolati in termini di “spese di anticipazione” (a esempio assicurazioni e sicurezza), “spese di conseguenza” (ad esempio pizzo, refurtiva, i mancati guadagni derivanti dall’effettivo verificarsi del delitto) e infine “spese di reazione” (il costo per indagini ed esecuzioni delle pene).  L’incidenza dei costi così misurati risulta maggiore nel Mezzogiorno (2,6 per cento del Pil, in media) che nel Centro-Nord (1%). Le diverse categorie di costo risultano distribuite in modo eterogeneo: il Mezzogiorno subisce il maggior aggravio per i “costi di conseguenza” (49,3% della relativa spesa nazionale); per contro, nel Centro Nord prevalgono le “spese di anticipazione” (73,1%) e quelle di reazione (63,4%). Per valutare l’impatto economico della criminalità organizzata vanno considerati anche i costi indiretti che le imprese si trovano a sostenere per effetto della presenza delle mafie. Tra questi rilevano quelli dovuti alle inefficienze che si determinano nel mercato del credito e che possono causare effetti negativi rilevanti sulla crescita dei territori.

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Salviamo la Rai

Ci pensavo qualche giorno fa, nel constatare che del beauty contest, ossia dell’asta sulle frequenze, non si parla più. Silenzio totale. Il Ministro Passera ha calato il sipario, per ora, con l’argomentazione ufficiale che erano necessari approfondimenti tecnici. In attesa di capire come si evolverà questa anomalia, si continua a parlare della Rai e della prossima scadenza del suo consiglio di amministrazione. Su cosa servirebbe davvero alla Rai ecco il commento dello stimatissimo Loris Mazzetti.

È ora di dire basta. È ora di liberare la Rai dalle infiltrazioni politiche che hanno portato solo incapacità gestionale, indebitamento e perdita di qualità. Il bene comune deve tornare a essere di tutti, indistintamente. Per fare questo è necessario che la Rai sia affidata a professionisti che sappiano di televisione, di comunicazione, di nuovi media, di strategie editoriali, che sappiano di conti e di investimenti in nuove tecnologie, che non abbiano in tasca solo forbici per tagliare una volta il budget, l’altra un ufficio di corrispondenza. Basta con la Rai collocamento di politici più o meno trombati e degli amici degli amici.

Servizio pubico

Gli oltre 50 minuti di show di Celentano hanno mandato, due sere fa, su tutte le furie il Vaticano, a testimonianza di un’ incapacità ad accettare la critica, fosse anche la più severa. La Rai, che ha un’autonomia operativa e di coscienza nulla, sia rispetto al potere clericale sia rispetto al potere politico, si è conseguentemente adeguata, spedendo il “commissario” Marano dopo la prima puntata. Ieri sera, ancora una volta, a fare notizia non certamente la musica italiana e i cantanti con i loro testi, più o meno di qualità, e neanche l’arrivo della bellissima velina cecoslovacca, ma la nudità di Belen Rodriguez che ha mostrato, senza alcun pudore, il suo tattuaggio inguinale. Che ha generato nel corso della giornata una valanga di critiche e di battute satiriche. Tutte le reazioni, però, hanno lasciato in silenzio, questa volta, sia il Vaticano sia il Direttore Generale della Rai, Lorenza Lei. La risposta ci è fornita, forse, dalla vignetta di Nico Pillinini. Trattasi, indubbiamente, di Servizio Pubico.

Chi paga il canone della Rai?

La storia dell’ottantaduenne signora Livia è da leggere. Perchè è una bellissima testimonianza di appartenenza a quell’idea di comunità che non pochi in questi anni hanno smarrito.

Anche in vacanza stai pagando Berlusconi


Quando si parla del conflitto d’interessi di Berlusconi, lo sbadiglio incombe: troppo se n’è detto e ripetuto, al punto che a molti pare una scatola vuota, uno slogan rituale che non si capisce più nemmeno cosa voglia dire.

Quindi se siete tra quelli annoiati dal tema – ad agosto, poi – lasciate perdere questo palloso e lungo post: continuate serenamente a pensare che la nostra sia una democrazia come le altre e continuate a versare inconsapevolmente il vostro obolo in euro a Berlusconi.

A beneficio degli altri, magari poco avvertiti in merito eppur curiosi: il conflitto d’interessi sta nella possibilità che un tizio, essendo allo stesso tempo potente imprenditore e leader politico, usi il suo potere economico per avere vantaggi politici (chiameremo questa eventualità CASO A) e nel contempo usi il suo potere politico per avere vantaggi economici (chiameremo questa eventualità CASO B).

Si tratta quindi di un vantaggio bidirezionale, sia rispetto ai concorrenti nell’agone politico (CASO A) sia rispetto ai concorrenti nella competizione economica (CASO B).

Alcuni esempi del CASO A

Inizia tutto nel ‘94: quando per costruire il suo partito e vincere le prime elezioni Berlusconi ha usato la rete sul territorio della sua concessionaria di pubblicità Publitalia, quindi ha utilizzato il suo patrimonio personale per aprire circoli e sedi o per distribuire kit e bandiere.

Dal ‘94 a oggi, è stato costante l’uso delle sue tivù e dei suoi giornali per farsi una propaganda serrata (per i più giovani: sì, ha iniziato nel ‘94 non solo con Fede ma con gli show elettorali di Mengacci, Vianello, Mike Bongiorno e altri).

Più di recente: pensate se volete all’organizzazione del congresso fondativo del Pdl, per il quale ha pagato di tasca sua l’albergo a tutti i delegati per assicurarsi la sala piena in ovazione costante.

Un esempio recentissimo? L’utilizzo del proprio patrimonio privato per far tacere alcuni testimoni che potevano nuocere alla sua immagine politica nella questione delle escort.

Nel novero del CASO A vengono solitamente elencate anche le cosiddette leggi ad personam, cioè quelle leggi (fatte approvare da Berlusconi) senza le quali il Berlusconi stesso avrebbe subito potenzialmente conseguenze di carattere penale che avrebbero nuociuto gravemente alla sua carriera di politico: tra le altre, la modifica alle legge sul falso in bilancio che ha permesso a Berlusconi di essere assolto in tre processi (All Iberian, Sme-Ariosto, bilanci Fininvest) mentre con la legge precedente sarebbe stato condannato; più di recente, il Lodo Schifani (le cinque più alte cariche dello Stato non possono più essere processate) che ha escluso Berlusconi dal processo Mills per il quale la sentenza di primo grado ha certificato l’avvenuta corruzione – sicché al momento è stato condannato il corrotto ma non il corruttore.

Ma ora esplode il CASO B

Meno enfasi ha avuto, nel corso degli anni, l’utilizzo (speculare al precedente) del potere politico per avere vantaggi economici a danno della concorrenza.

Essendo Berlusconi un imprenditore prevalentemente televisivo, i vantaggi economici sono stati sostanzialmente ottenuti con il decreto legge numero 352 del 2003, che ha prorogato l’occupazione da parte di Retequattro delle frequenze analogiche spettanti al canale Europa 7, e poi con la legge Gasparri, che ha “riordinato” il sistema radiotelevisivo a tutto vantaggio di Mediaset, infine con il raddoppio dell’Iva sulle pay tv, quindi sostanzialmente su Sky.

Bene: per quanto riguarda il CASO B è bene sapere che non è affatto finita, anzi: con il passaggio in corso al digitale terrestre siamo all’inizio di un uso che definirei “estremo” del potere politico di Berlusconi a favore della sua azienda e per distorcere la concorrenza.

La cosa è talmente gigantesca che oggi se n’è accorto perfino il sonnolento Corriere.

Quanti milioni di euro di soldi pubblici sono stati spesi e continuano a essere spesi per favorire (anzi: imporre) il passaggio al digitale terrestre (con gli incentivi sui decoder e le massicce campagne pubblicitarie) a dispetto del concorrente satellitare Sky (che tra l’altro rappresenta una tecnologia più avanzata)?

Quanti milioni di euro di soldi pubblici perderà la Rai (anche in termini di inserzioni) con la decisione voluta da Berlusconi di far uscire gradualmente la tivù di Stato dal pacchetto Sky?

Quanti soldi sta spendendo la Rai – quindi noi tutti che ne siamo involontariamente azionisti – per costruire insieme a Mediaset un’inutile piattaforma satellitare (Tivusat) che serve solo a togliere abbonati a Sky, quindi a rintuzzare il principale concorrente di Mediaset in termini di fatturati?

Altro che slogan, altro che scatola vuota: oggi il conflitto d’interessi è di una semplicità disarmante. E consiste nel far uscire dei soldi dalle nostre tasche di contribuenti e azionisti Rai per farle entrare in quelle dell’azionista di Mediaset.

Anche in vacanza stai pagando Berlusconi, Piovono Rane, Alessandro Gilioli, Espresso

L’impotenza dei potenti

Al Tg1 delle 13:30 viene data la notizia dell’incarcerazione del Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, per aver violato gli arresti domiciliari che durano da 13 anni.. Lei che si è sempre battuta per la Democrazia nella sua martoriata Birmania.. Solo 18 secondi le sono stati dedicati.. Al Gran Premio di Roma di Formula Uno e a Vincenzo Mollica per il suo “spazio Cinema” diversi minuti..
Questa è Informazione..

P.s.: In memoria di Giuseppe Impastato.. Meglio conosciuto come Peppino, vittima innocente di Cosa Nostra, vittima innocente di chi l’antimafia la pratica solo con le parole..

Meglio lo yo-yo che la lotta alle mafie

Qualche giorno fa, con la riflessione “Gianni Riotta e l’Informazione fai-da-te“, evidenziai come e quanto faccia pena e schifo l’Informazione prodotta dal Tg1 amministrato da quel “gran sapientone” di Gianni Riotta.

Non sono passati tantissimi giorni, eppure, l’Italia, il Paese nel quale ogni giorno c’è un nuovo scandalo, deve fare i conti con una nuova crisi politica – economica – morale proveniente dalla Campania e come si sia passati dalla “monnezza” gestita dalla camorra collusa con una certa politica alla “monnezza” politica collusa con una certa camorra.

Due facce della stessa medaglia. Il denominatore è però comune.
Si scrive e si legge Mafia.
Almeno per me.

Come non declinare con tale nome, infatti, il comportamento di un telegiornale pubblico che non segue il processo (oltre a quello del Premier a Milano, il cosiddetto Processo Mills) del Governatore Regionale Bassolino (seguito dal solo Daniele Martinelli), come giudicare un telegiornale che non fa alcuna chiarezza non sul suicidio del povero assessore Nugnes ma su tutto quello che c’è dietro, sugli “scheletri nell’armadio” ossia truffe pari per circa 400 milioni di euro orditi da una banda composta da politici imprenditori locali e una certa criminalità?

Fortunatamente, anche l’ex onorevole Mussi, come si evince dall’articolo sotto linkato, riferendosi però alla crisi economica, contesta duramente e giustamente quello che dovrebbe essere il notiziario di punta della Rai, soffermandosi poi su come nei giorni scorsi si sia data grande visibilità e importanza ad un evento fondamentale svoltosi a Casalecchio di Reno, vicino Bologna: il campionato nazionale di Yo Yo. A poche centinaia di metri, si stava svolgendo da una settimana “Politicamente Scorretto”, rassegna dedicata alla lotta alle mafie alle quale sono intervenuti parenti delle vittime di mafia, magistrati, scrittori, studiosi e giornalisti per denunciare con forza gli atti criminosi compiuti da quella che è stata definita da Giancarlo Caselli – durante uno degli incontri – “la peggiore delle metastasi che si diffonde e penetra nel nostro paese”. Ne avranno parlato al Tg?

Nel tg1 di sabato ampio spazio per lo Yo yo. Sui seminari sulla mafia neanche un accenno…

Meglio lo yo-yo che la lotta alle mafie, di Stefano Corradino, Articolo 21

Gi insetti da schiacciare..

Ne “La fattoria degli animali” di Orwell vengono usati gli animali per dare non solo una nuova chiave di lettura e di interpretazione al nostro vivere quotidiano, ma anche per ridicolarizzarlo e umiliarlo quando passivamente accettiamo delle ingiustizie e per il quieto vivere sottostiamo a dei miseri ricatti e compromessi.

Ci sono, infatti, degli animali “più uguali” degli altri, quelli per cui non è che la Legge non valga, ma vale per loro una Legge che non vale per altri: i maiali.
Anche qui leggi ad personam? No, leggi ad maialem..

Ci sono poi, come nella realtà, degli animali che esistono perchè hanno una funzione e che vivono per espletarla salvo poi dover accettare il loro triste destino; o altri ancora che vivono per fare della “compagnia”; o altri ancora che vivono sulle spalle e sugli interessi degli altri, come gli usurai. Questi ultimi animali sono quelli che più barbaramente io sopprimerei, senza alcuna pietà e clemenza vista la loro natura assolutamente cancrogena per l’habitat naturale nel quale si inseriscono.

Un esempio tangibile di quello che dico è la celeberrima “vespax portix” che si insinua, apparendo soprattutto di notte, pericolosamente e fastidiosamente su ogni altro animale con l’intento preciso da un lato di succhiarne la vitalità e dall’altro di inniettare il suo temibile veleno “il linguos strisciantissimus” che comporta, in chi lo metabolizza, un progressivo e graduale annullamento delle proprie facoltà di intendere e di volere.

Ieri sera, la “vespax portix” ha accolto nel suo personale harem nel quale solitamente trovano comoda dimora api spogliate di ali o gatte morte o sciamani assettati di potere o più comunemente vipere e serpenti, alcune specie di tope di fogna, non un animale in estinzione, anzi molto in voga oggi in certe scuderie del potere, per discernere con loro sulla valenza e sull’etica di essere animali un pò osè, un pò troppo libertini e peripatetici mentre nell’intero mondo globalizzato e conosciuto, accadono fatti gravissimi e inquietanti come l’assalto, in India, ad altre fattorie da parte di alcuni sconosciuti e ignavi signori, i quali dopo aver ucciso alcuni e sequestrato altri, stanno diminuendo, cosi sembra, la loro violenza delirante e la potenza dei loro attacchi terroristici.

E se in parti del mondo si piangeva e ci si disperava, sentimenti d’ ilarità, di gioia e di spensieratezza riempivano questo harem nel quale troneggiava, fra le sue zoccole e baccanti api, il baluardo degli infami, la “vespax portix”.

A quando un bastone che lo schiacci questo immondo e putrido animale?

Gianni Riotta e l’Informazione fai-da-te

Sarà che oggi sono particolarmente incavolato e che non mi sfugge niente, ma mi è capitato di prestar, purtroppo, più attenzione del solito (solitamente quasi nulla) al Tg1 delle ore 13 e 30 trasmesso da Raiuno.

Fa veramente schifo!

L’ho sempre pensato e sostenuto, ma credo che più passi il tempo e più diventi imbarazzante e scandaloso, per non dire ripugnante, avere il primo telegiornale italiano, su una Rete pubblica, finanziato da una nostra tassa come il canone, gestito da uno spaventapasseri, da un arlecchino, da un incapace qual’è Gianni Riotta.

Quello che ogni giorno viene trasmesso, nelle ore di punta dei palinsesti televisivi, non è una trasmissione che dovrebbe, anzi deve, essere deputata ad informare i cittadini su quello che accade in italia e nel mondo espletando quindi non soltanto un diritto ma anche un dovere morale: quello che oggi, sotto forma di una latente e non per questo meno pericolosa e indolore tortura, viene propinato ai tantissimi cittadini italiani è soltanto e semplicemente una grandissima porcata.

Un’associazione a delinquere per mezzo della televisione finalizzata esclusivamente a produrre Disinformazione o meglio a diffondere il Verbo del Padrone davanti al quale i sudditi, supini, si prostrano.

Un notiziario, come nessuno al mondo, diretto da una tale faccia da schiaffi e da un tale incapace, che ogni giorno ci dice quello che fa il Papa, che ogni giorno ci droga con il suo allarmismo e con notizie preposte ad intorpidire sempre più le nostre coscienze, svuotandole miseramente e tristemente, che ogni giorno da la parola ai politici, principalmente della maggioranza (fateci caso) su ogni dannata ragione, ma mai che venga spiegato con onestà, con coerenza e con etica, il Fatto per cui si azzannano o concordano.

Non ho mai ascoltato al Tg1 che in Parlamento abbiamo 18 condannati in via definitiva; non ho mai ascoltato al Tg1 che oltre a questi in Parlamento abbiamo Totò Cuffaro condannato a 5 anni per favoreggiamento mafioso semplice, che abbiamo Dell’Utri condannato a 9 anni per mafia, a difesa del quale il Parlamento italiano tutto compatto, destra e sinistra, ha scelto di non autorizzare la Magistratura ad utilizzare delle nuove intercettazioni, sempre per un processo di mafia, nelle quali si sente un boss mafioso latitante da tantissimi anni, attualmente in Sudamerica, come S. Palazzolo, che parlando con la sorella di Dell’Utri dice che “non bisogna convertirlo, è già convertito“; non ho mai ascoltato al Tg1 gli aggiornamenti sull’evoluzione del processo che attualmente sta vedendo in Campania tra gli indagati anche il Governatore regionale Bassolino; non ho mai ascoltato al Tg1 aggiornamenti sull’evoluzione del processo Mills che vede coinvolto, ormai indirettamente grazie al Lodo Alfano, anche il Presidente del Consiglio Berlusconi in qualità di presunto corruttore; non ho mai ascoltato al Tg1 aggiornamenti sulla reale situazione dei rifiuti in campania dopo 6 mesi dai primi provvedimenti o messaggi – slogan propagandistici (perchè se si andasse ora a vedere si scoprirebbe che come il solito fuoco di paglia, sono stati spesi altre centinaia di milioni di euro senza risolvere praticamente nulla dell’emergenza con cui hanno infangato il nome dell’Italia in tutto il mondo); non ho mai ascoltato al Tg1 nulla su Nicola Cosentino, Sottosegretario all’Economia, indicato in non poche rivelezioni da parte di collaboratori di giustizia come il “postino dei casalesi” che sono noti per essere dei mafiosi, degli squallidi e fottuti camorristi; non ho mai ascoltato al Tg1 notizie relative ai giudici De Magistris e Forleo, ora a Napoli il primo e a Cremona la seconda, da quando sono stati trasferiti per aver fatto semplicemente il loro dovere: smascherare le collusioni tra la mafia e la politica e talvolta i poteri deviati come la massoneria, presente pericolosamente in Calabria e in tutta Italia con la stessa potenza di una cosca criminale; non ho mai ascoltato al Tg1 niente di tutto questo e come questo, anche di tante altre cose.

Gianni Riotta, ti ritieni un giornalista?
Pensi di essere un uomo e un professionista serio, corretto, eticamente corretto?

Io ritengo che tu sia soltanto un lacchè, uno schiavo, un maggiordomo, un leccaculo, un portaborse della politica consunta e corrotta dei nostri tempi, emblema e simbolo di quella politica – spettacolo enfatizzata e putrefatta da una Informazione indecente che ha smarrito la dignità e la sua basilare moralità.

Dovresti soltanto vergognarti!

La Rai è pedofila!

Basta!
Non si può cominciare la settimana in questa maniera.
Non è più possibile accettare tutte le “castronerie” che ci piovono addosso come montagne di letame con la precisa intenzione di insinuare nel nostro animo quella paura, quello sconcerto e quell’insicurezza che di riflesso protegge altri nel loro operato assolutamente deprecabile.

Non è possibile che davanti ad un genitore francese che fracassa la testa della figlia di 4 anni davanti all’Altare della Patria a Roma, ora in fin di vita, si dica soltanto che una possibile ragione è da ricercare nella sua instabilità psicologica e nell’abuso di psicofarmaci senza poi approfondire tale comportamento dicendo per esempio che in italia sono tantissimi i genitori che sono nelle medesime condizioni di quello francese o peggio quelli che per “spegnere” la vivacità e la spontaneità dei propri figli, scambiata per una pericolosa iperattività, li drogano somministrando loro psicofarmaci come il Ritalin.

Non è possibile ascoltare il vittimismo di alcuni adulti che si amareggiano per la morte di un sedicenne a causa di una pasticca di ecstasy quando poi non viene affrontato il problema alla radice: cioè che l’80% dei ragazzi dai 14 ai 18 anni, cioè nel periodo in cui frequentano le scuole superiori e cominciano ad uscire e a fare tardi la sera, sotto la compiacenza di genitori irresponsabili e superficiali, abusano di sostanze narcotizzanti, procurate da amici più grandi o reperite in locali “stupefacenti”, oppure provano per gioco “una canna”, per sembrare grandi e fare i “fighi con aspiranti veline e soubrette loro amiche”, per poi restarne schiavi generando una mortificazione dell’anima e uno stravolgimento nel loro processo di crescita individuale che scatena quell’ondata anomala di sociologi, di psichiatri, di intellettuali che trovano nei divani di Porta a Porta il loro principale salotto dal quale pretendono di annunciare il loro infimo e miserabile “verbo”.

Non è possibile che la Rai, in vacanza in Australia con i soldi nostri per ascoltare le parabole di un sacerdote vestito di rosso – prada, intervisti proprio quel George Pell, di cui ho parlato ieri nella mia tradizionale rubrica domenicale contro questa Chiesa di Roma, sempre più una Sacra Cupola (esattamente come quelle mafiose), che ha protetto per decenni tutti i peggiori preti pedofili che hanno operato ininterrottamente in Australia per tantissimi anni mietendo centinaia di vittime e consumando una valanga di abusi sessuali su minori nelle modalità tanto più disparate quanto più infernali, vigliacche, ignobili.

Non è possibile che la Rai a poche settimane dalle Olimpiadi di Pechino che migliaia di italiani attraverso una sottoscrizione hanno chiesto di non seguire per denunciare formalmente tutte le violazioni nel campo dei diritti umani operate dai regimi cinesi nei confronti di tutte le utenze più deboli della società, il più delle volte minori, schiavizzati in fabbriche a lavorare per giornate intere senza molte pause, sfibrandoli, (oltre a tantissime altre violazioni che non riporto oggi) dovendo rispondere solo a logiche economiche e finanziarie che di sostenibile non hanno niente, se ne “lavi” completamente le mani continuando a dimostrare di essere contro il Paese che le paga il canone per permettergli di esercitare queste quotidiane violenze, per consentire a delle squillo di lavorarci al suo interno, per fare una informazione che ci viene derisa anche dal Botswana, per essere sostanzialmente una associazione a delinquere finalizzata alla pedofilia e alla prostituzione sotto la compiacenza di istituzioni e di loggie massoniche che dettano le notizie da pronunciare denudandole dei Fatti e mistificando la realtà con opinioni inverosimili e indecenti.

Sono queste le cose che mi fanno andare in bestia e sono queste quelle che mi porteranno a fare una campagna di informazione, da settembre, a tappeto contro questa Rai e contro la pseudo informazione che produce evitando che nel nuovo anno ci sia ancora qualcuno che le paghi il canone e che anzi possa sostenere un’azione legale contro questi maniaci della disinformazione.

Ora basta!

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