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Oggi partecipo a “Leggere per leggere”

Alle 17 circa interverrò presso la Sala Riunioni di Santa Teresa dei Maschi, a Barivecchia, per la prima delle tre iniziative promosse dall’Associazione “Puglia Legge”, che opera mirabilmente sul nostro territorio da tempo, con il fine di stimolare nei più piccoli un virtuoso processo pedagogico attraverso la lettura. Invitato come cronista di Epolis, cercherò molto brevemente di spiegare perché leggere è importante. La lettura è vita.

Leggere per leggere

Quanto vale la vita di un bambino, Barack?

Sono sconvolto. Negli Stati Uniti del riconfermato Presidente  – e Nobel per la Pace – Barack Obama, ieri, in una scuola elementare di un paesino del Connecticut a 130 km da New York, un ragazzo di circa vent’anni ha fatto una strage di bambini. Ne ha uccisi venti. Più altri sei tra docenti, preside e psicologo. Tra le vittime anche i propri genitori. In attesa di conoscere i motivi di questa ennesima follia americana, non essendo la prima volta che si verificano questi massacri dolorosi e inspiegabili, la domanda, retorica e universale allo stesso tempo già formulata miliardi di volte, è: quanti altri bambini e in generale quante altre persone innocenti devono morire inutilmente nel Paese più potente del mondo che pensa di poter “esportare la democrazia” laddove manchi? E’ democratico un Paese dove sono reiterati questi inumani atti terroristici? E’ degno di autorevolezza un Paese in cui tutto il Congresso e la stessa Casa Bianca, praticamente da sempre, a prescindere dal nome del suo inquilino, sono sotto il ricatto delle lobby delle armi? E’ civile una Nazione in cui è più facile, per chiunque, comprare un fucile che una canna da pesca? Quanto vale, negli Usa, la vita di un bambino? Barack, sai dircelo, quanto vale? Vale zero, oggi? O ha il prezzo di una pallottola? La vita di un bambino deve avere un valore inestimabile. I nostri Paesi, da tempo, non sono a misura di bambini. Se sapessimo guardare la realtà con il loro sguardo, con la loro ingenuità e la loro freschezza, con la loro semplicità ed innocenza, saremmo molto meno patetici, ridicoli, bastardi. E faremmo tutto il possibile, e anche l’impossibile, per evitare queste tragedie che non appartengono solo alla comunità americana, ma a tutti quelli che nel mondo sognano un mondo migliore. Oggi il dream americano ha lasciato spazio al peggior incubo che, però, si sta vivendo ad occhi aperti. Occhi tristi e gonfi di lacrime di dolore.

Antonino Caponnetto, un esempio per i giovani

“Ragazzi godetevi la vita, innamoratevi, siate felici ma diventate partigiani di questa nuova resistenza, la resistenza dei valori, la resistenza degli ideali. Non abbiate mai paura di pensare, di denunciare e di agire da uomini liberi e consapevoli ribadiscono e sollecitano di diventare protagonisti e partecipi nella salvaguardia della comunità in cui vivono”.

Dieci anni fa moriva Antonino Caponnetto. Il magistrato sceso volontariamente dalla sua Firenze a Palermo per sostituire Rocco Chinnici e che ha voluto fortemente il pool antimafia con Falcone e Borsellino. Era un uomo mite, gentile, buono, generoso. Un vero servitore dello Stato. Amava i giovani e si spese fino all’ultimo per loro, per educarli alla legalità spingendo sul senso del dovere e sulla corresponsabilità. Per questo a lui è stata dedicata la nostra Scuola di Formazione Politica.

“Perché la mafia teme la scuola più della giustizia, la mafia prospera sull’ignoranza della gente, sulla quale può svolgere opera di intimidazione e di soggezione psicologica: solo così la mafia può prosperare”.

“L’istruzione è un dovere morale verso la società”

Dalla ricerca The Learning Curve emergono non pochi spunti di riflessione. Ne da notizia il Sole 24Ore. Finlandia e Corea del Sud investono, rispettivamente il 12% e il 15% del proprio Pil sull’istruzione.

La Finlandia ottiene il primo posto nel nuovo studio sullo stato dei sistemi di istruzione in 50 Paesi del pianeta, lasciando l’Italia in 24° posizione per risultati cognitivi, al 27° per gli esiti formativi. Il sostegno culturale dato da entrambi i Paesi alla scuola e all’istruzione in generale è molto elevato: un profondo impegno morale e socio-politico nei confronti della scuola in Finlandia, e per la Corea del Sud la convinzione che l’istruzione sia un dovere morale ed etico verso la famiglia e la società, oltre che nei confronti del proprio progresso personale. Alla figura del docente entrambi attribuiscono grande importanza, investendo molto nella fase di reclutamento e di addestramento. «L’istruzione conviene. È provato che nella maggior parte dei Paesi il livello di istruzione produce più alti guadagni, una maggiore aspettativa di vita, scelte personali più ponderate, un minor numero di comportamenti a rischio»

Barack, come on!

“Cambiamento. Vi dirò cosa intendo per cambiamento. Per me la Scuola è l’economia. La Scuola è il futuro dell’economia. Per questo assumerò nei prossimi anni 100 mila insegnanti ed investirò in ricerca ed innovazione”. (Barack Obama, discorso in Ohio)

“Il potere è un narcotico”

Oggi la parola “potere”, forse ancor più della parola “politica”, non gode di ottima salute. La spiegazione è nella cronaca ormai quotidiana che racconta di scandali su scandali in cui sono coinvolti, a tutte le latitudini e in moltissime Istituzioni, gli eletti, quelli che dovrebbero essere i “nostri dipendenti”, dei cittadini. Esercitando le loro funzioni nel nome dell’interesse pubblico e collettivo. Il potere, anche il più piccolo, nelle mani di un animo incapace di gestirlo virtuosamente diventa il manganello per aggredire chi, senza potere, cerca di tenere su, alta, la testa. Il potere, anche il più piccolo, nelle mani di un animo contaminato dall’opportunismo e dal trasformismo, si trasforma nel grimaldello con cui aprire la cassaforte dell’etica pubblica. In moltissimi seminari, pur interessanti, ai quali ho avuto il privilegio di partecipare, raramente si è parlato di potere. Non posso, perciò, non apprezzare l’iniziativa – di cui riporto questo breve stralcio video – promossa congiuntamente dalle Associazioni “Cercasi un Fine” e “Timeo” che hanno aperto, venerdi scorso a Noicattaro, il secondo anno della scuola di formazione politica dedicata al tema delle autonomie locali, con questa lectio raffinatissima di Don Rocco D’Ambrosio. “Il potere oggi è visto negativamente, legittimamente, perché non è impiegato per fare del Bene; bisogna dare, pertanto, una finalizzazione etica e pratica al potere”. E questa rivoluzione, possibile, che deve partire dalle parole, coinvolge tutti, non soltanto i più giovani. Ma loro, i giovani di oggi, in particolare, devono impegnarsi e non spaventarsi, non temere il potere. Per questo è indispensabile investire prepotentemente nell’educazione e nella formazione. “Il potere è una belva, ti aggredisce. Per questo bisogna imparare a domarlo”. Per fare, appunto, del bene. Per una redistribuzione coerente, mediante la condivisione, del diritto alla cittadinanza. In caso contrario il potere prende il sopravvento, ci annulla, ci schiavizza e, come un narcotico, ci addormenta. Anzi, ci rincoglionisce.

Epolis

Non scrivo su questo mio piccolo blog da moltissimo tempo. E mi rendo conto, solo ora, di quanto mi sia mancato. Ma in questi ultimi mesi, a prescindere dalla pausa estiva, sono stato indaffarato sia con alcuni dei miei ultimi esami universitari che a brevissimo riprenderanno sia perché ho maturato la convinzione che in questi anni fortemente caratterizzati dai social network e dai social media, ossia da strumenti che hanno predeterminato un ipertrofismo dell’informazione con contestuale riduzione della sua qualità e l’assoluta mancanza di degni approfondimenti essendo divenuta l’informazione a tratti mera comunicazione di opinioni – cose ben diverse dalle notizie – aggiungermi alla lista di coloro i quali ritengono di dover essere presenti sul web a tutti i costi, tutti i giorni, per far giungere il proprio indispensabilissimo commento su qualsiasi fatto avvenga nel Paese, non è attività per me entusiasmante. Scrivo e scriverò, pertanto, da oggi, se ho e avrò qualcosa da dire. In particolare sui temi che da sempre mi interessano e mi appassionano. Perché le parole sono importanti, e mi accorgo sempre di più di come sono state violentate in questi decenni. Svuotate di senso e di significato. Usate per offendere come armi contundenti, con il prossimo che per definizione è diventato un nemico da abbattere. In questa esasperazione dell’idea della competitività e della concorrenza. Le parole, quindi, come archi di guerra e non come arche di pace. Non come strumenti per ricreare empatia e riappacificazione sociale. Per creare una nuova fiducia e speranza nelle persone. Ma continuerò ad usare, contestualmente, questo spazio anche come vetrina sia di eventi per me particolarmente significativi sia per gli articoli che scriverò per le testate con cui collaboro. A questo proposito, da questa settimana, con mio grande piacere, avvio la collaborazione con Epolis, un piccolo ma valoroso quotidiano locale cartaceo, ringraziando pubblicamente il direttore Dionisio Ciccarese per l’opportunità concessami e per la fiducia viva accordatami. Segue primo articolo, su un tema assai delicato.

Le migliori green school nel mondo

Non sono in Italia. Se all’estero investono moltissimo non solo nella qualità del processo educativo e di formazione, ma anche nelle strutture preposte a questi scopi, consapevoli che luoghi confortevoli ed accoglienti possano accrescere il benessere dei discenti, da noi tutto questo non avviene, nonostante ci siano alcune esperienze virtuose. Ma invece di lamentarci e di disperarci, quel che possiamo fare è studiare le esperienze estere, carpirne le peculiarità per poterle, un giorno, proporre alle nostre Amministrazioni comunali.

La meritocrazia nelle scuole e negli atenei?

E’ questo il proposito della nuova riforma sulle Università e sulle Scuole che nei prossimi giorni sarà portata in Consiglio dei Ministri dal responsabile all’Istruzione, Francesco Profumo.

Il ‘pacchetto’ prevede sgravi fiscali alle imprese che assumono, a tempo indeterminato entro tre anni dalla laurea, i più bravi. Incentivi e premi ai docenti e ricercatori migliori, i professori a tempo pieno dovranno garantire 100 ore di didattica a stagione. Come succede già in altri Paesi ci si potrà iscrivere a due facoltà contemporaneamente e con una media alta si potrà ottenere di sostenere l’esame di laurea con un anno di anticipo. Ciò vale anche per i master. Ci saranno incentivi per attrarre docenti dall’estero e internazionalizzare così gli atenei. Saranno valorizzate le istituzioni d’alta formazione artistica musicale e coreutica. Il ministero dell’istruzione, inoltre, si impegna a sostenere progetti di produzione in campo musicale finalizzati a consolidare le esperienze degli studenti nelle formazioni orchestrali. Infine, per prevenire l’abbandono universitario anche le facoltà che hanno il numero chiuso, come Medicina e Architettura, sottoporranno le matricole ad un ‘test diagnostico’ per capire se sono tagliate per quell’indirizzo.

Più ecoscuole per i nostri figli

Il programma internazionale a lungo termine – “Eco-School” – dedicato alle scuole che vogliono promuovere la tutela e la salvaguardia dell’ambiente, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza tra gli studenti sulle problematiche ambientali, mi consente di promuovere il secondo libro che Marco Boschini ha recentemente scritto, da Presidente dell’Associazione dei Comuni Virtuosi, il cui titolo è “La mia scuola a impatto zero“. Qui un breve comunicato di presentazione. A testimonianza che è possibile costruire un modello alternativo, concreto, per riqualificare i nostri istituti scolastici, conferendo a queste strutture non solo un’estetica, ma anche un’etica che possa conciliare il percorso di formazione, senza, contestualmente, la preoccupazione di natura statica sulla tenuta della struttura.

La scuola non è un semplice edificio circoscritto da quattro mura e un tetto, uno spazio dove si fa e si insegna cultura. È una casa, la casa degli studenti, in cui imparare non solo nozioni e operazioni, ma anche ad adottare uno stile di vita che elimini gli sprechi e l’inquinamento nella vita di tutti i giorni. Può quindi una scuola ridurre la propria impronta ecologica e contribuire così a garantire un futuro sostenibile ai suoi giovani inquilini? È possibile avviare sperimentazioni concrete, efficaci e di sicuro successo coinvolgendo, in un colpo solo, insegnanti, genitori, alunni, amministratori locali, cittadini? L’autore, forte della sua esperienza come coordinatore dell’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi, risponde a queste domande e presenta dieci esperienze, già realizzate con successo in tutta Italia, che riducono l’impatto ambientale e consentono il risparmio di energia e denaro: dalla mensa sostenibile alla riduzione del fabbisogno energetico; dalla raccolta differenziata e dal riciclo consapevole alla produzione di energia pulita; dalla valorizzazione dell’acqua del rubinetto al «piedibus»!

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